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Aemilia, Vincenzo Iaquinta estraneo alla ‘ndrangheta. Le motivazioni dei giudici

Il padre, Giuseppe, è stato invece condannato a 19 anni di carcere

Aemilia, Vincenzo Iaquinta ritenuto estraneo alla ‘ndrangheta. E’ quanto hanno stabilito i giudici nell’ambito del processo Aemilia, nel quale l’ex calciatore della Juventus e della Nazionale Italiana era stato inizialmente condannato a due anni per una irregolare custodia di armi.

“L’estraneità di Iaquinta alla associazione mafiosa – scrivono i giudici nella motivazione della sentenza – e lo strettissimo rapporto personale con il padre lasciano il dubbio che egli non abbia agito nel perseguimento della finalità tipica contestata bensì al solo scopo di aiutare il padre“, una figura “strategica all’interno del sodalizio criminoso”. La procura, infatti, aveva contestato a Iaquinta l’aggravante di aver agito per favorire l’associazione ‘ndranghetistica. Il padre, Giuseppe, è stato invece condannato a 19 anni.

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