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Crisi di governo, termina incontro M5s-Pd. “No Di Maio vicepriemer”

Zingaretti ribadisce che il Pd non è disposto a fare una semplice staffetta

Crisi di governo, si è concluso il vertice tra Pd e M5s per la risoluzione dei nodi che separano le due forze politiche dalla costruzione di una maggioranza. Zingaretti, segretario del Pd, ribadisce un concetto a lui molto caro: “No a Di Maio vicepremier, deve essere un nuovo governo”. Il leader Dem, aggiunge che il “percorso era e rimane difficile, ma può essere superato con l’unione del partito”. “Non faremo staffetta – aggiunge – serve un governo svolta”. Zingaretti avrebbe poi detto di aver deciso di “aprire alla scelta di Conte perché così ha deciso il M5S”.

Il MoVimento pentastellato risponde con il capigruppo Francesco D’Uva che prende le difese di Di Maio: “Chi attacca Di Maio di fatto attacca tutto il MoVimento”. Il leader grillino replica a Zingaretti ricordando che si deve pensare a “lavorare sui temi per fornire una soluzione agli italiani” e non ad “attaccare me”.

Intanto Carlo Calenda promette di lasciare il Pd in caso di accordo con il Movimento 5 Stelle mentre Orlando definisce “inaccettabile” il voto su Rousseau qualora “dovesse entrare in conflitto con la procedura prevista dalla Costituzione e incidere sulle decisioni del Capo dello Stato sarebbe inaccettabile. Se è uno strumento di decisione interna è un altro discorso”.

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