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Mattarella inizia le consultazioni. L’agenda della giornata

Il premier ha messo ieri fine ai 14 mesi di governo. Al via alle 16 le consultazioni

A metà del suo intervento nell’aula di palazzo Madama il premier Giuseppe Conte ha messo ieri la parola fine ai 14 mesi di governo gialloverde aprendo ufficialmente la crisi. “L’azione del governo si arresta qui”. Il premier ha rimesso il suo mandato nelle mani del presidente Mattarella, che avvia così le consultazioni a partire dalle 16 di oggi. Ora spetta al presidente della Repubblica dare inizio al tutto. Ecco il calendario previsto per le giornate di oggi e di domani:

Oggi (mercoledì 21 agosto: il Senatore Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica, non trovandosi a Roma, verrà sentito telefonicamente):

ore 16.00 presidente del Senato: Sen. Avv. Maria Elisabetta Alberti Casellati
ore 16.45 presidente della Camera dei deputati: On. Dott. Roberto Fico
ore 17.30 Gruppo parlamentare “per le autonomie (Svp-Patt,Uv)” del Senato
ore 18.00 Gruppo parlamentare Misto del Senato
ore 18.30 Gruppo parlamentare Misto della Camera dei deputati
ore 19.00 gruppo parlamentare “Liberi e uguali” della camera

Domani (giovedì 22 agosto)

ore 10.00 gruppi parlamentari “Fratelli d’italia” del Senato e della Camera dei deputati
ore 11.00 gruppi parlamentari “Partito democratico” del Senato e della Camera
ore 12.00 gruppi parlamentari “Forza italia – Berlusconi presidente” del Senato e della Camera
ore 16.00 gruppi parlamentari “Lega-Salvini premier” del Senato e della Camera dei deputati
ore 17.00 gruppi parlamentari “Movimento 5 stelle” del Senato e della Camera

Pochi istanti fa alla Camera, dove sta iniziando l’assemblea dei deputati leghisti, è arrivato Matteo Salvini, che dice: “Gli altri in queste ore parlano di posti, di poltrone. Noi di manovra, di come tagliare le tasse e aiutare gli italiani”.

Intanto, in mattinata, la Direzione del Pd aveva approvato un ordine del giorno che riprendeva la relazione di Nicola Zingaretti: viene dato il mandato a aprire una trattativa per verificare la possibilità di “un governo di svolta per la legislatura”, in “discontinuità” col precedente. Il documento è stato approvato per acclamazione all’unanimità.

La Lega, intanto, era già al lavoro per costruire l’Italia dei SÌ, fondata su un taglio di tasse per 10 milioni di cittadini, investimenti pubblici, infrastrutture, processi giusti e veloci, certezza della pena e bambini che tornano a nascere. I capigruppo della Lega Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari: “Altri stanno pensando al governo dei NO e delle poltrone? Andiamo a elezioni e facciamo scegliere gli Italiani! Chi scappa dalle urne ha la coscienza sporca.”

Conte, nel suo discorso di ieri, ha difeso quanto fatto finora.”Abbiamo lavorato fino all’ultimo giorno”, lanciando poi dure parole contro Matteo Salvini. Quest’ultimo viene definito da Conte un “irresponsabile” per aver aperto una crisi soltanto a causa di “interessi personali e di partito”. Un crescendo di accuse che arriva dopo mesi passati a dosare e mediare ogni parola. Opportunismo e scorrettezze professionali: queste le maggiori accuse di Conte a Salvini. Il premier ripercorre i mesi di governo, enunciando tutti i problemi causati da Salvini. Tra questi ultimi, la decisione di aprire una crisi di governo con un grave rischio per il Paese: senza un esecutivo, cioè, si andrà in esercizio provvisorio e si andrà incontro a un aumento dell’Iva. “I comportamenti del ministro dell’Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e una grave carenza di cultura costituzionale”. Il capo del governo che in diverse occasioni si rivolge a Salvini chiamandolo Matteo (Conte è seduto in mezzo ai due vicepremier) lo accusa di aver oscurato quanto fatto dall’esecutivo: “hai macchiato 14 mesi di attività mettendo in dubbio anche quanto fatto dai tuoi ministri”. Ma ad un certo punto, il capo del governo arriva a definirsi “preoccupato” da chi “invoca piazze e pieni poteri”. L’affondo non si ferma solo alla decisione di mettere fine all’esperienza gialloverde ma tocca anche dossier delicati come il Russiagate. Conte rievoca persino il ricorso di Salvini a simboli religiosi, che definisce un “uso inconsciente”.
Interviente quindi Salvini: “Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto”, ha detto il vicepremier nell’Aula del Senato. “Non ho paura del giudizio degli italiani”. Sono qua “con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po’ meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero”. “Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd, non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura”, sostiene con forza Salvini. “La libertà non consiste nell’avere il padrone giusto ma nel non avere nessun padrone”, ha detto Matteo Salvini citando Cicerone. “Non voglio una Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario eruopeo, siamo o non siamo liberi?”. “Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l’Italia la chiedo finchè campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone”. “Voi citate Saviano, noi San Giovanni Paolo II.., lui diceva e scriveva che la fiducia non si ottiene con la sole dichiarazioni o con la forza ma con gesti e fatti concreti se volete completare le riforme noi ci siamo. Se volete governare con Renzi auguri…”.

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