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Come durante la Grande Guerra: è il peggior calo demografico da 100 anni

Nascono 140 mila bambini in meno rispetto a dieci anni fa

La recessione demografica che sta colpendo l’Italia, ormai dal 2015, è paragonabile a quanto successo nella Prima Guerra Mondiale. Lo rivela il rapporto annuale dell’Istat. Si tratta di «un vero e proprio calo numerico di cui si ha memoria nella storia d’Italia solo risalendo al lontano biennio 1917-1918, un’epoca segnata dalla Grande Guerra e dai successivi drammatici effetti dell’epidemia di ‘spagnola’», spiega il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo.

Per trovare una situazione comparabile occorre tornare indietro di circa un secolo. «Se fino al secolo scorso la componente demografica ha mostrato segnali di vitalità e ha spesso fornito un impulso alla crescita del Paese anche sul piano economico, oggi potrebbe svolgere, al contrario, un effetto frenante», ha aggiunto Blangiardo, «Viene da chiedersi se siamo (e saremo ancora) un popolo che guarda avanti e investe sul suo futuro o se invece dobbiamo perlopiù sentirci destinati a gestire il presente». Insomma la questione demografica c’è e mette il Paese davanti a un bivio.

I numeri del rapporto annuale Istat

Secondo le stime pubblicate dal rapporto annuale Istat, al 1° gennaio 2019 la popolazione residente in Italia ammonta a 60,4 milioni, cioè oltre 400 mila unità in meno rispetto al dato del 1° gennaio 2015. Continuano a diminuire le nascite e aumentano i decessi. Nel 2018 sono stati iscritti all’anagrafe 140 bambini in meno rispetto a dieci anni fa. La crescita della popolazione italiana degli ultimi vent’anni è avvenuta unicamente grazie all’aumento della componente di origine straniera: sono 5 milioni e 234 mila gli stranieri residenti in Italia.

Al 1° gennaio 2018, i giovani dai 20 ai 34 anni sono 9 milioni e 630 mila: un calo di  1 milione 230 mila unità rispetto a 10 anni prima. Più della metà dei 20-34enni (5,5 milioni) è tuttora celibe o nubile e vive con almeno un genitore.

Tra il 2008 e il 2017 la popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni è diminuita di circa 900 mila unità. Nel 2008 i figli per donna erano 1,45 mentre nel 2017 è sceso a 1,32. L’età media al parto è sempre più posticipata e sfiora i 32 anni nel 2018. La diminuzione delle nascite è attribuibile prevalentemente al calo dei nati da coppie di genitori entrambi italiani, che scendono a 359 mila nel 2017. La diminuzione dei coniugati si ripercuote sul crollo delle nascite all’interno del matrimonio (317 mila nel 2017, 147 mila in meno rispetto al 2008). Il legame tra nuzialità e natalità è ancora forte nel nostro Paese: sette figli su 10 nascono infatti all’interno del matrimonio.

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