Intrattenimento

Seyfried, un sogno diventare diva dell’epoca d’oro di Hollywood

ROMA, 06 APR – Per Amanda Seyfried, attrice che ama variare tra i generi e alternare ruoli da brava ragazza con personaggi più disturbanti, dare volto in Mank di David Fincher a Marion Davies, stella dell’epoca d’oro di Hollywood, “è stato un sogno. Mai avrei pensato di poter avere questa possibilità. Anche considerando che sono cresciuta tra i film muti e in bianco e nero. Mio padre è un vero cinefilo e ha ancora oggi il seminterrato pieno di pellicole e proiettori”. Lo racconta l’attrice nell’incontro in streaming organizzato dall’American Cinemateque, dedicato al film che ripercorre la genesi di Quarto potere dalla prospettiva di Herman J. Mankiewicz (interpretato da Gary Oldman), lo sceneggiatore (con o senza il contributo, anche in scrittura, del regista Orson Welles , è il nodo al centro della trama) di un caposaldo della storia del cinema. Un omaggio di Fincher al padre Jack (morto nel 2003), autore dello script di Mank, che arriva agli Oscar con 10 candidature, compresa quella per Amanda Seyfried (qui alla prima nomination), data come favorita nella cinquina delle attrici non protagoniste. “Appena David mi ha parlato del progetto ho capito che sarebbe stato un capolavoro”, spiega l’interprete di Mean Girls e Mamma mia!. Per lei tra i meriti di Mank (disponibile su Netflix) c’è l’aver restituito spessore a Marion Davies, attrice e compagna del tycoon William Randolph Hearst, fonte d’ispirazione per il Charles Foster Kane di Quarto potere. “Marion è stata un danno collaterale di Quarto potere. Mankiewicz ha tratto spunto per la sceneggiatura dalla conoscenza di questa coppia e la Davies, che già era ricordata da molti solo come l’amante di Hearst, ha iniziato a essere identificata con il personaggio del film di Welles, l’attrice senza talento Susan Alexander Kane… è stata una cosa molto ingiusta”. Amanda Seyfried non pensa che Hearst “le abbia comprato una carriera, in tanti la consideravano molto talentuosa e io sono fra questi. Ho imparato molto da lei”. Mank “ha contribuito a rivitalizzare la sua eredità”. Anche perché “essere attrice in quegli anni era molto più difficile di oggi, le iniquità erano gigantesche, io non credo avrei resistito”. (ANSA).
(ANSA)

Articoli correlati