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Sanremo: Rettore, “donne, buttiamo giù il muro di gomma”

ROMA, 20 GEN – “Siamo le più spudorate del festival”. Così Rettore, senza mezzi termini, racconta la sua partecipazione a Sanremo insieme alla giovane Ditonellapiaga, con il brano a tutto ritmo Chimica. Un ritorno in gara all’Ariston per Rettore che arriva a 28 anni dall’ultima volta, nel 1994 con “Di notte specialmente”. Con quella di quest’anno, cinque volte in totale. Poco per una carriera che copre quasi cinque decenni. “Ho debuttato a Sanremo con poca fortuna, ma poi ho avuto successo all’estero e non ho più pensato al festival – racconta l’artista veneta -. In Italia c’erano tante altre trasmissioni dove potevi farti conoscere: Festivalbar, Saint Vincent, Fantastico e c’era il boom delle tv libere. A tenermi lontano da Sanremo sono stati i miei successi nati altrove. A tornare mi ha convinto Enrico Ruggeri. ‘Vacci’, mi ha detto, ‘in una settimana fai quello che faresti in 7 mesi di promozione’. Ma passati 7 mesi cosa farò?”. Accanto a lei la 24enne Ditonellapiaga (Margherita Carducci). Incontro tra generazioni, “anche per provare a ridare ai giovani un po’ di spensieratezza persa negli ultimi due anni. Vaccinatevi, perché è la via della salvezza, ma buttate le mascherine nel cesso – esorta ancora Rettore -. Dobbiamo andare avanti, e non possiamo rinchiuderci non in bunker perché voi no vax dovete fare manifestazioni in piazza”. Un’energia e una forza che Rettore non ha mai messo da parte. “Tra me e Margherita, che non considero affatto un’esordiente, la scavezzacollo sono io”. Le fa eco Ditonellapiaga: “Abbiamo età invertite, è lei ad avere 24 anni. Per me è stata fonte di grande ispirazione. Anche per il testo di Chimica: forte e provocatorio ma anche divertente”. Incontro tra generazioni, dunque, ma anche tutto al femminile per ribadire il girl power. “Dopo 40 anni, siamo sempre in difficoltà – continua la cantante considerata apripista della trasgressione in musica -: le donne non si devono permettere più di tanto di dire certe cose. Ma bisogna andare avanti, provarci, prendere le critiche, ma cercare di buttare giù il muro di gomma: vogliamo la parità di genere e il riconoscimento dei diritti per tutti. Drusilla? Una grande, un colpo di genio portarla al festival”. (ANSA).
(ANSA)

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