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Rubini, amo i film veri, oggi sono prodotti da banco

CANNES, 14 LUG – C’è Sergio Rubini sulla Montee des Marches a Cannes, coprotagonista di The Story of My Wife della regista ungherese Ildiko Enyedi, in concorso per la Palma d’oro. Un red carpet con defezioni: la protagonista Lea Seydoux, positiva al Covid, rimasta a Parigi, e Jasmine Trinca rimasta in Italia a preparare le imminenti riprese del suo film d’esordio Marcel! con protagonista Alba Rohrwacher. Attesi oltre a Rubini il protagonista Josef Hader e Louis Garrel. “Sono l’anima nera del film, il personaggio che fa scattare la storia perché solletico il protagonista, un capitano di lungo corso, a sposare la prima donna che farà ingresso nella taverna del porto che frequenta”. Ed è così che il capitano Jacob Storr si ritrova, in un appartamento di Parigi negli anni ’20, con Lizzy (Seydoux), la sua giovane, avvenente e misteriosa sposa. Diventa una storia d’amore devastante che consuma il marinaio: “E’ un film – aggiunge all’ANSA Rubini – sull’inadeguatezza di ognuno di noi rispetto all’amore. La regista lo definisce una meravigliosa lettera d’amore a tutti gli uomini imperfetti, io aggiungo scritta a tutti gli uomini imperfetti da donne imperfette”. Tratto dall’omonimo romanzo di Milan Fust, in concorso batte bandiera francese ma si tratta di una coproduzione europea con Ungheria, Germania e in cui partecipa anche l’Italia con la Palosanto e il sostegno di Rai Cinema ed uscirà anche da noi. Nel corso della storia “il capitano diventa un ‘principe’, la sua sofferenza amorosa lo eleva, mentre io – prosegue Rubini – mi realizzo negli affari e quando lui saprà fare a meno della sua ombra nera ossia di me sarà un uomo migliore”. L’attore parla del cinema che ama, “quello d’autore, artigianale, originale. Oggi essere autori non va più di moda, tutto va ad omologarsi, ci sono serie tv che hanno anche registi diversi e devono assomigliarsi uno con l’altro per non far cambiare impronta alla serie. I film per lo più oggi sono prodotti, prodotti da banco per le piattaforme, per me è una mazzata terribile. Anche per motivi anagrafici io mi riconosco in un cinema diverso, di qualche anno fa e quando mi sono trovato sul set con la Ildiko Enyedi, con la sua passione artigianale, sono stato felice”. (ANSA).

(ANSA)

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