Intrattenimento

Renzo Arbore, dieci anni senza Mariangela Melato

ROMA, 05 GEN – “Dieci anni per me sono pochi. E’ come se fosse andata via ieri. Perché non solo era un’artista di grandissimo talento, ma era proprio una donna, una persona bravissima. Vorrei fosse ricordata di più. È stata una vera eccellenza italiana”. Sospira un attimo Renzo Arbore a raccontare all’ANSA Mariangela Melato, l’amore di una vita, ma anche “la più grande attrice del teatro italiano di sempre”, scomparsa l’11 gennaio 2013, proprio dieci anni fa. Per l’occasione, Rai Storia riproporrà Mariangela!, il documentario realizzato pochi mesi dopo la sua scomparsa da Fabrizio Corallo, con anche Arbore tra i tanti interventi (l’11 gennaio alle 21.20). Nata a Milano il 19 settembre del 1941, bellissima con quegli occhi azzurri e la voce inconfondibile, la Melato ha regalato all’Italia una galleria di personaggi, in palcoscenico come in tv e al cinema, che sembrano interpretati oggi. La storia con Arbore, che la diresse anche ne Il Pap’occhio, era iniziata all’alba degli anni ’70. “Un amore che è durato tutta la vita – racconta lui – anche se abbiamo avuto altre storie, perché non era solo amore, ma stima, amicizia. Con lei ho scoperto il teatro con la T maiuscola, quello dei grandi registi, dell’avanguardia. Ricordo l’Orestea diretta da Ronconi: sei ore filate di spettacolo, in cui Mariangela recitava coperta di bende. Uno sforzo incredibile. Quando uscì in scena a un certo punto, mi riconobbe in platea appeso a una colonna per la disperazione – ride – Ma ha fatto veramente di tutto”, prosegue citando Caro Michele di Mario Monicelli, Mimì metallurgico ferito nell’onore e Travolti da un insolito destino di Lina Wertmuller, Filumena Marturano di Eduardo. Ma la lista dei “grandi” con cui ha lavorato, dalla prosa al musical, è davvero infinita, da Luchino Visconti ad Elio Petri, Giorgio Strehler, Pupi Avati, Giuseppe Bertolucci, Garinei e Giovannini, Vittorio De Sica, Luigi Comencini. (ANSA).
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