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Per Ultimo, esplode il Circo Massimo, “Abbiamo vinto noi”

ROMA, 17 LUG – Maglietta smanicata autoreferenziale (la scritta è Ultimo in giallo), jeans, occhiali da sole, berretto al contrario, un grande sorriso e la gioia palpabile per aver finalmente realizzato il sogno di un concerto al Circo Massimo, programmato per la prima volta nel 2020 e poi rimandato per il Covid. Così Ultimo (nome d’arte di Niccolò Moriconi), classe 1996, giovane cantautore romano abituato a numeri da popstar (52 dischi di platino, 17 dischi d’oro, più di un miliardo di stream totali sul canale Spotify, 550 mila biglietti venduti nel nuovo tour iniziato a giugno) ha aperto una performance travolgente che ha ripercorso a fondo, attraverso circa 30 canzoni (medley compreso) il suo percorso musicale, Ad accoglierlo 70 mila persone di tutte le età che non smettono mai di cantare. Fra di loro non mancano i vip, da Mara Venier con tanto di bandana dedicata al cantautore in testa a Lorella Cuccarini passando, da Manuel Bortuzzo a Ludovica Martino. Una performance vissuta come un ritorno a casa: “Che bello che posso parlà romano tranquillamente” dice raggiante, introducendo nella seconda parte del concerto uno suoi brani poi personali, Fateme cantà,. Un’esibizione a cui segue la sua Poesia per Roma” dedicata alla sua città scritta nel 2019. Tra i versi: “E’ una battaglia persa con i politici corrotti però ne parli e dopo ridi perché a Roma te ne fotti (…)” Su un palco alto più di 30 metri e largo più di 60, formato da due U, una verticale e una orizzontale che lo porta in mezzo al pubblico, il musicista regala una full immersion quasi senza pause. Una partenza accompagnata dal piano, per passare subito alle sonorità pop rock, di brani nei quali Niccolò esplora soprattutto gli amori, gli incontri e se stesso, come Quei ragazzi, Dove il mare finisce, Cascare nei tuoi occhi, e il nuovo singolo ‘Vieni nel mio cuore’ e ‘Niente’, intenso autoritratto come ‘Sul finale’ Prima dell’ultima parte c’è tempo per un consiglio ai ragazzi: “vivete dentro la vostra passione, il vostro piano A, senza un piano B, dovete essene ossessionati”. Gran finale con il bis. Sogni appesi, introdotto da una corsa sotto il palco, sfiorando le mani del suo pubblico. Poi l’urlo: ‘Abbiamo vinto noi!”. (ANSA).
(ANSA)

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