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Onward, amore filiale in fantasy ‘urbano’ Pixar-Disney

ROMA, 11 AGO – Si parla “di sostegno reciproco, di persone che nella nostra vita hanno fatto di tutto per aiutarci a diventare quello che siamo oggi, come fratelli, sorelle, un insegnante o i genitori. Questo film è modo per ringraziarli”. Così il regista Dan Scanlon racconta il cuore dell’adventure fantasy animato in Cgi Pixar/Disney “Onward – Oltre la magia” , che dopo i vari rinvii dell’uscita per l’emergenza pandemia, arriva nelle sale italiane il 19 agosto e si spera faccia da primo importante traino per tornare a far salire il box office, in attesa dell’esordio, il 26 agosto, del thriller distopico Tenet di Christopher Nolan. Una sfida, quella del ritorno dei grandi film in sala, alla quale la Disney ha sottratto un altro dei suoi blockbuster di punta, Mulan, che debutterà direttamente su Disney+ il 4 settembre, mentre per ora resta confermato l’esordio sul grande schermo dell’altro titolo Pixar pronto, Soul di Pete Docter, in uscita negli Usa a novembre. Onward immerge il pubblico in un mondo fantastico ‘urbano’ e contemporaneo che ha un po’ dimenticato la propria magia, popolato da creature come orchi, unicorni centauri, maghi, streghe, stregoni e spiritelli. Protagonisti della storia sono due elfi adolescenti, il sedicenne Ian e il fratello maggiore, la ‘testa calda’ Barley, che si lanciano in un’avventura per completare l’incantesimo grazie al quale possono riavere per un giorno con loro il padre, morto anni prima. Tra i doppiatori italiani, Sabrina Ferilli, per la mamma dei due elfi protagonisti, Laurel, Fabio Volo (voce del padre di Ian e Barley) , Favij (uno spiritello), David Parenzo ( un cameriere) e Raul Cremona (un apprendista stregone). “Laurel è una mamma che sprona, protegge e aiuta i suoi figli, diventando parte attiva nel permettergli di realizzare un bellissimo incantesimo” dice Sabrina Ferilli. Onward è già considerato epocale perché include il primo personaggio animato Lgbt+ in un lungometraggio Pixar/Disney: è la poliziotta ciclope Specter. “Abbiamo voluto che i mondi che creavamo fossero realistici e rappresentassero tutte le diversità” spiega Scanlon. (ANSA).
(ANSA)

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