Intrattenimento

Morandi, vado a Sanremo con l’entusiasmo di un debuttante

ROMA, 19 GEN – Il festival di Sanremo Gianni Morandi lo ha vissuto da artista in gara, solo e in gruppo, da ospite, da conduttore. Lo ha vinto. Lo ha amato e continua ad amarlo profondamente. Tanto da tornarci ancora una volta. “In gara, ovviamente. Perché è più divertente, più stimolante. Lo vivi di più. E’ un palco straordinario”, dice collegato dal teatro Duse di Bologna, per riprendere un discorso (musicale) che si era interrotto quasi due anni fa a causa della pandemia: sette date in programma fino al 17 febbraio. “E poi chissà, vedremo quale è la risposta del pubblico”. Due anni che hanno significato tanto anche per Morandi a livello personale. “La pandemia ci ha fatto riflettere molto, a me poi, a marzo scorso, è capitato anche l’incidente che mi ha costretto 27 giorni in ospedale e di cui porto ancora i segni. Un po’ mi ha cambiato. Ma forse proprio da lì è ripartito tutto”. La voglia di non mollare mai, una telefonata di Jovanotti per sapere delle condizioni del collega e un brano per ripartire (L’Allegria), la collaborazione che continua, un nuovo brano scritto sempre da Lorenzo (che interviene in videochiamata durante l’incontro) e l’idea di portarlo al festival. “Una sorta di scossa, di emozione, la voglia di ributtarsi nella mischia. Apri tutte le porte è una canzone di speranza che risente della situazione attuale ma con una bella carica che spero piaccia”, aggiunge non nascondendo un certo timore reverenziale nei confronti dell’Ariston. “Vivo Sanremo con l’entusiasmo di un debuttante, la tremarella e le mani che sudano possono venire anche a uno con la mia esperienza. Già ora mi sento agitato”. Il brano è prodotto dal musicista tedesco di origine turca Mousse T che sarà al fianco di Morandi anche all’Ariston, come direttore d’orchestra. In gara troverà l’eterno rivale Massimo Ranieri. “L’Italia da sempre è fatta di dualismi… Coppi e Bartali, Del Piero-Baggio. Anche io e Massimo eravamo così, ma alla fine siamo diventati amici. Al Bano invidioso? Eh, prima o poi faremo quel tour a tre di cui parliamo da tanto”. (ANSA).
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