Intrattenimento

Gli 80 anni di Scorsese, cantore dell’altra New York

ROMA, 16 NOV – Quando si pensa alla Grande Mela e al suo mito, il pensiero corre istintivamente a Woody Allen e al suo “Manhattan”. Ma se si vuole cogliere l’anima profonda della città, il suo pulsare nevrotico e spesso inquietante, è a Martin Scorsese che si deve guardare. Nato 80 anni fa, il 17 novembre 1942, da genitori e nonni palermitani emigrati nel Queens, 14 volte candidato all’Oscar, vincitore solo per “The Departed” nel 2007, celebrato in tutto il mondo, Leone d’oro alla carriera nel 1995, Scorsese debutta nel 1969 dopo quattro anni di lavoro con “Chi sta bussando alla mia porta”, girato in 16 mm e interpretato dall’amico Harvey Keitel. Trova un mentore d’eccezione lontano da casa, a Los Angeles, dove il produttore indipendente Roger Corman lo ammette nella sua factory e gli affida la regia di “America 1929: sterminateli senza pietà” (1972). Scorsese investe tutto il suo compenso per girare a New York il film che lo renderà celebre: “Mean Streets” (1973), ancora con Harvey Keitel e Robert De Niro. Al mondo di Paul Schrader attingerà per il primo trionfo internazionale, “Taxi Driver” (Palma d’oro a Cannes e quattro nomination nel 1976). L’incubo violento in cui sprofonda il taxista De Niro in una New York che porta i segni del ribellismo e della guerra del Vietnam porteranno Scorsese a dedicare alla sua città il successivo affresco “New York New York”, così come il film-concerto “L’ultimo Valzer” con gli amici di The Band e Bob Dylan, (1978). Seguono anni di profonda depressione nonostante la storia d’amore con Isabella Rossellini, eccessi nell’uso di stupefacenti, desideri di abbandono. Lo salverà De Niro (a oggi hanno lavorato insieme 9 volte) proponendogli il copione di “Toro scatenato” (1980) e ritagliandosi di parte di Jack La Motta. Il film è considerato anche oggi il capolavoro del regista insieme a “Quei bravi ragazzi” del 1990. Per i 20 anni successivi, pur tra scandali (“L’ultima tentazione di Cristo”, “Gangs of New York”), fallimenti (“The Aviator”), successi (“The Departed” e “The Wolf of Wall Street” che segnano il suo sodalizio con Leonardo DiCaprio), sperimentazioni (“Hugo Cabret” in 3D), il suo è il percorso di un maestro indiscusso. (ANSA).
(ANSA)

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