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Carignani, ‘finisce epoca Aida’ a Met Opera

NEW YORK, 30 NOV – Dopo oltre 30 anni cala il sipario su una delle produzioni storiche del Metropolitan Opera, la monumentale ‘Aida’ firmata Sonja Frisell, andata in scena per la prima volta nel 1988. Da allora, con il set creato dallo scenografo, costumista e designer italiano Gianni Quaranta si sono succedute oltre 240 performance. Fin dalla sua prima apparizione al teatro newyorkese nel 1886, l’opera di Giuseppe Verdi resta una delle più amate del suo repertorio. La nuova produzione che succederà a quella in stile Zeffirelli della Frisell porterà invece la firma del regista americano Michael Mayer con scene di Christine Jones. Sul podio, ad inaugurare dal 2 dicembre la serie delle ultime 15 performance della storica produzione ci sarà il maestro italiano Paolo Carignani, assente dal Met Opera dal 2016. “Finisce un’epoca – ha detto in un’intervista all’ANSA – e il caso ha voluto anche che chiudessi nel 2018 a Tokyo una produzione praticamente identica a quella della Frisell tuttavia firmata da Franco Zeffirelli”. Carignani, milanese classe ’61, il cui debutto a New York risale al 2008 con Traviata, sostiene inoltre che i teatri di repertorio dovrebbero essere come dei musei, ossia offrire una varietà di opere da diverse epoche. “Sarebbe bello che certe produzioni rimanessero sempre in quanto il pubblico o almeno una parte di esso resta interessato”. Nel cast di Aida ci saranno, tra gli altri, il soprano Latonia Moore nei panni del ruolo principale, il mezzo soprano russo Olesya Petrova nel ruolo di Amneris, il tenore Brian Jagde come Radames, il basso Krzysztof B#261;czyk come il re d’Egitto. L’attuale Aida avrebbe dovuto in realtà avere il suo canto del cigno nella stagione 2019-20, con il debutto della produzione di Mayer durante la stagione 2020-21 ma la pandemia di Covid 19 ha costretto a far cambiare i piani. L’audio della performance del 2 dicembre sarà trasmesso dal vivo sul sito internet del Metropolitan Opera. (ANSA).
(ANSA)

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