Intrattenimento

Cannes: Lea Seydoux, il mio cuore è con voi

CANNES, 14 LUG – Avere quattro film al festival, di cui tre in concorso e scoprire di essere positivi al Covid nonostante la doppia vaccinazione è davvero una grande sfortuna. Accade a Lea Seydoux, una delle migliori attrici della sua generazione, lanciata da La Vie d’Adele di Kechiche nel 2013 con cui vinse la Palma d’oro insieme a Adèle Exarchopoulos e al regista. La notizia della sua positività era circolata giorni fa e la conferma ulteriore si è avuta quando l’attrice francese era assente dalla trionfale Montee des Marches di “The French Dispatch” di Wes Anderson il 12 luglio. Così due giorni dopo ci si accontenta, si fa per dire, di una doppia interpretazione: nel film in concorso The story of my wife della regista ungherese Ildiko Enyedi con Josef Hader, Sergio Rubini e Louis Garrel, e in Deception (Inganno), diretto da Arnaud Desplechin. In quest’ultimo la Seydoux è conturbante, perfetta nella parte dell’amante inglese di un romanziere americano momentaneamente a Londra. Il film, sceneggiato dal regista con Julie Peyr, è basato sull’omonimo autoindulgente autobiografico romanzo di Philip Roth del 1990, girato durante la pandemia nel settembre scorso. Al centro del film il rapporto tra Philip (Denis Podalydès) famoso scrittore americano che nel 1987 vive a Londra in una sorta di esilio volontario e la sua amante che lo va a trovare regolarmente nel suo studio dove fanno l’amore sul pavimento, parlano di ebrei, di letteratura, discutono e fanno pace, parlano per ore di tutto, incluso delle donne che hanno lasciato un segno nella vita dello scrittore. L’amante Lea (con costumi da premio) con il suo carisma, fantasia, libertà empatia lo ispira diventando la materia stessa del nuovo romanzo. E poi ci sono le altre donne, la moglie (Anouk Grinberg), un’ex amante a New York ammalata di cancro (Emmanuelle Devos), un’altra cecoslovacca conosciuta anni prima. Una storia potente sull’amore e sull’inganno, sulla lealtà, sull’amore fuori dal matrimonio, sull’intimità. “Amo questo libro: è un meraviglioso dialogo romantico, una storia priva di giudizio, prima del movimento #MeToo”, ha detto il regista. (ANSA).

(ANSA)

Articoli correlati