Intrattenimento

Cannes, al via festival in maschera con paura

(di Francesco Gallo) CANNES, 05 LUG – L’idea che si ha su ogni altra di questa edizione del Festival di Cannes è che ci sia una grande paura che non si vuole mostrare. E così ognuno alla fine è più realista del re: tampone salivare ogni quarantotto ore per i fotografi destinati al tappeto rosso? Se si chiede all’ufficio preposto, vicino alla sala Debussy, il personale paramedico nel dubbio rilancia: ‘meglio farlo ogni 24 ore’. Il principio è insomma esagerare. Che si sia fatto forse il passo più lungo della gamba sta insomma tutto nello zelo di chi cerca di far rispettare le regole anche oltre le regole stesse. Il fatto è che questa edizione di Cannes, la 74/ma, che parte il 6 e si chiude il 17 luglio, dimostra, ancora una volta, che nulla sarà più lo stesso nel post-Covid anche se non lo si ammette troppo. Intanto i numeri. Previsti 18.000 accrediti, tra cui quattromila giornalisti, contro i 40.000 delle scorse edizioni. E questo anche grazie a un mercato sdoppiato. Ovvero un 80% dei buyer si sono gettati sul mercato virtuale del 28, 29 e 30 giugno (in cui però mancavano i film in programma a Cannes) e un 40% cento (un 20% ha scelto entrambe le opzioni) invece ha preferito quello di presenza che si svolge nei cinema tradizionali della Croisette, come l’Olympia e l’Arcade. Sono andate insomma in pensione le salette posizionate al piano -1 del Palais, spazi angusti e pericolosi, ma vero tempio storico del Marché. E che in Francia la paura ci sia davvero, la prova viene anche da un altro festival che si svolge in contemporanea, quello di Avignone, dove è stato appena cancellato uno spettacolo della coreografa sud-africana Dada Masilo per una caso di Covid che ha colpito una persona dell’équipe. L’Africa del Sud, è infatti uno dei paesi più toccati dal virus del continente africano registrando, a fine settimana, 24.000 nuovi positivi in un solo giorno. Infine, una curiosità. Il grande pannello di 288 metri quadrati con il manifesto ufficiale di Spike Lee, appena posto sul Palais e che campeggia sul tappeto rosso più famoso del mondo, mostra solo la parte alta del viso del regista, quasi a nascondere una mascherina che non si vuole mostrare. (ANSA).
(ANSA)

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