Intrattenimento

Bellocchio a Cannes, mi sento libero ma non assolto

CANNES, 15 LUG – Cannes incorona Marco Bellocchio. Il regista, che sabato 17 luglio riceve la Palma d’oro d’onore durante la serata di chiusura del 74/o festival, porta il suo nuovo film Marx può aspettare e tiene un Rendez Vous, una lezione ad una platea sold out di giornalisti, accreditati e cineasti. “La premiere del film – dice – mi fa stare non dico in ansia, ma mi fa palpitare, mi fa sentire più giovane, un così piccolo film nato per noi avere una così grande ribalta. La Palma d’oro d’onore invece mi fa felice, ma non la considero un premio di risarcimento, perché io qui ho avuto sempre enormi soddisfazioni, tra cui la doppia Palma d’oro agli interpreti di Salto nel vuoto, Michel Piccoli e Anouk Aimee”. Bellocchio racconta Marx può aspettare come “un’ultima occasione per fare i conti con qualcosa che era stato censurato, nascosto a tutti noi, da me e dalla mia famiglia. Prima abbiamo organizzato un pranzo al circolo dell’Unione a Piacenza che mio padre aveva fondato. Capii subito che non mi interessava fare una cosa nostalgica, tenera con chi restava della mia famiglia, mia sorella, i miei fratelli, ma che il focus sarebbe diventato ‘il grande assente’ ossia Camillo, il mio gemello suicida a 26 anni nel 1968”. Il titolo del film (da oggi in sala con 01, coprodotto da Kavac Film e Rai Cinema con Tenderstories), è proprio una frase detta dall’infelice fratello a Marco già regista in ascesa: alla sua richiesta di attenzione, di aiutarlo a trovare un lavoro il regista gli rispose con “potrai riscattare la tua infelicità entrando nella lotta rivoluzionaria”. Si ride, ci si emoziona, si partecipa dei fatti della famiglia Bellocchio: “Paradossalmente il mio film più privato e anche il mio più libero, leggero, senza i condizionamenti che mi avevano impedito di riflettere su questo dramma, prima la salvaguardia di mia madre, poi la politica, poi la psicanalisi. Ora finalmente sono sereno, ma non per questo assolto”. (ANSA).

(ANSA)

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