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Sale la tensione in Venezuela, due morti nei cortei

Guaidò attacca l'"usurpatore", Maduro denuncia i golpisti. Morti ieri una donna e un ventiquattrenne ad Aragua

Il Venezuela è stato teatro ieri di due imponenti mobilitazioni, a favore e contro il governo chavista. Un 24enne e una donna sono morti ieri nel corso delle proteste nello stato venezuelano di Aragua. Nella rivolta sono rimaste ferite quasi 100 persone.

Il leader dell’opposizione autoproclamatosi presidente Juan Guaidó, al grido di “sì si può!”, ha chiesto ai suoi militanti di accompagnarlo per ottenere la fine della “usurpazione” del potere da parte del presidente Nicolás Maduro. Quest’ultimo, inceve, ha celebrato “la sconfitta della destra golpista” che “voleva portare il Paese alla guerra civile”. Arringando i suoi sostenitori nel quartiere El Marqés nella capitale, Guaidò ha annunciato che a partire da oggi inizierà un programma di scioperi scaglionati nell’amministrazione pubblica, fino a far sì che tutti i settori si uniscano in uno sciopero generale.

Da parte sua Maduro, rivolgendosi alla “Marea rossa” chavista presentata dai suoi collaboratori come “vari chilometri di militanti”, ha sostenuto che si è trattato di “una delle marce più grandi della storia”, “una mobilitazione monumentale”.

 

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