Politica

Israele e Palestina: torna a salire la tensione. Ecco cosa sta succedendo

Israele taglia fondi per i palestinesi detenuti e per le loro famiglie

Torna a salire la tensione tra Israele e Palestina. Il governo israeliano ha infatti deciso di applicare la legge che congela, dalle tasse raccolte per l’Autorità nazionale palestinese (Anp), le somme destinate al sostegno dei palestinesi detenuti nelle carceri israeliane e delle loro famiglie. Si parla di circa 138 milioni di dollari (123 milioni di euro).
Secondo quanto riporta l’agenzia Maan, il primo ministro palestinese Rami Hamdallah ha definito questa decisione come “una dichiarazione di guerra contro il popolo palestinese”.

Finora la legge non era stata applicata, tra gli altri motivi, per la contrarietà degli stessi apparati di sicurezza israeliani secondo i quali un ulteriore taglio al budget dell’Anp avrebbe danneggiato la cooperazione di sicurezza con i palestinesi e avrebbe inoltre destabilizzato la Cisgiordania, già colpita dal taglio dei fondi Usa. Tuttavia la pressione pubblica degli israeliani a favore del congelamento dei finanziamenti era intensa.

Secondo l’ultimo rapporto di Amnesty International, migliaia di palestinesi dei territori occupati sono detenuti in Israele. Centinaia di loro, secondo quanto riporta l’organizzazione, sono trattenuti senza accuse né processi: tra questi anche “minori, leader della società civile e operatori di Ngo”. Alla fine del 2018, secondo il rapporto di Amnesty International, “oltre 6.100 palestinesi erano trattenuti nelle carceri israeliane, di cui 441 in detenzione amministrativa”.
“In numerose occasioni – aggiunge l’organizzazione – alle famiglie dei prigionieri, soprattutto quelli di Gaza, non è stato permesso di entrare in Israele per visitare i loro familiari in carcere”.

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