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Iran sospende formalmente alcuni obblighi previsti dall’accordo sul nucleare

Teheran precisa: se entro 60 giorni raggiungerà un accordo con i partner, tornerà a rispettare i limiti. Washington ordina la partenza del personale Usa "non indispensabile" dall'Iraq

L’Iran ha formalmente sospeso alcuni dei suoi obblighi previsti dall’accordo sul nucleare del 2015. Lo riferiscono fonti dell’Organizzazione per l’energia atomica di Teheran, citate dall’agenzia di stampa Isna. La mossa arriva a una settimana dall’ultimatum lanciato dal presidente Hassan Rouhani. Gli obblighi previsti dal piano d’azione globale congiunto (Jcpoa) che sono stati interrotti riguardano le riserve in eccesso di uranio arricchito e acqua pesante, che non saranno più esportate per limitarne la quantità a disposizione dell’Iran. Teheran ha precisato che se entro 60 giorni raggiungerà un accordo con i partner, tornerà a rispettare questi limiti sulle riserve come previsti dall’intesa.

Droni attaccano due stazioni di pompaggio in Arabia Saudita

La tensione sta aumentando pericolosamente nei rapporti tra Usa e Iran. A nemmeno tre giorni dal sabotaggio delle petroliere saudite, dei droni avrebbero colpito due stazioni di pompaggio in Arabia Saudita della East-West Pipeline. Si tratta di un oleodotto che trasporta il greggio fino al porto di Yanbu, sul Mar Rosso.  Il responsabile dei ribelli yemeniti sciiti filo-iraniani Houthi ha rivendicato l’attacco, motivandolo come una “risposta ai crimini sauditi”. Il ministro Saudita dell’Energia, Khalid al-Falih ha denunciato l’attacco e specificato che le stazioni sono state bloccate provvisoriamente.

Washington ordina la partenza del personale “non indispensabile” dall’Iraq

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno rivisto i piani militari contro l’Iran e ordinato la partenza del “personale governativo non indispensabile” dall’Iraq. Gli Usa potrebbero inviare 120.000 soldati nel caso in cui l’Iran dovesse attaccare le forze americane o accelerare sulle armi nucleari. Inoltre, secondo i media arabi, il Dipartimento di Stato americano ha ordinato la partenza dall’Iraq del “personale governativo Usa non indispensabile”. Il provvedimento  viene giustificato con la “limitata capacità di fornire servizi di emergenza ai cittadini statunitensi in Iraq” da parte del governo di Washington.

 

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