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Europee, come cambia il Parlamento Europeo dopo il voto?

Tra i dati più notevoli la crescita dei Verdi, che potrebbero entrare a far parte della maggioranza

Il giorno dopo le elezioni europee i risultati provvisori del voto mostrano che il Parlamento Europeo dovrà fare i conti con una legislatura molto più frammentata delle precedenti. Prima, infatti, prevaleva l’egemonia dei due partiti più istituzionali che si contrapponevano: il principale partito di centrodestra, il Partito Popolare Europeo (PPE), e quello di centrosinistra, il Partito Socialista europeo (S&D,Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici).
Entrambe le formazioni hanno perso molti seggi con le ultime elezioni: il Partito Popolare ne aveva 221 e passa a circa 180, il Partito socialista ne aveva 191 e, secondo i dati provvisori raccolti dal Parlamento Europeo, ne ha ottenuti circa 145. Questo significa che Ppe e S&D avranno a disposizione meno seggi di quelli necessari a formare una maggioranza da soli.
Sono diversi gli altri gruppi politici che hanno aumentato il proprio peso. I Liberali (ALDE) hanno superato la soglia dei 100 seggi, anche i Verdi hanno ottenuto ottimi risultati in diversi Paesi (non in Italia) avvicinandosi a quota 70 seggi. Crescono anche i gruppi euroscettici, come quello della destra radicale di Matteo Salvini e Marine Le Pen (ENL), che si avvicina al gruppo degli euroscettici moderati ECR.

A questo punto un’opzione possibile sembra quella che prevede una maggioranza formata da Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi. Si fa invece meno probabile l’eventualità di una chiacchierata maggioranza fra il gruppo di centrodestra e i partiti euroscettici, a cui mancherebbe qualche decina di seggi per controllare il Parlamento.

Europee, cosa succede in Parlamento dopo il voto
Fonte: Parlamento europeo
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