Esteri

Pechino 2022, il Giappone si unisce al boicottaggio diplomatico

TOKYO, 24 DIC – Il Giappone non invierà funzionari ministeriali alle Olimpiadi invernali di Pechino a febbraio, ha annunciato venerdì il portavoce del governo giapponese dopo il boicottaggio diplomatico deciso da diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti. Il presidente del comitato organizzatore olimpico Tokyo 2020, Seiko Hashimoto, visiterà però il sito, così come il presidente del comitato olimpico giapponese Yasuhiro Yamashita, ha aggiunto il portavoce ufficiale Hirokazu Matsuno. Hashimoto andrà a Pechino “per esprimere gratitudine e rispetto agli atleti e alle altre persone che hanno sostenuto i Giochi di Tokyo” tenutisi la scorsa estate, ha aggiunto. Al contrario, il Giappone “non prevede di inviare funzionari governativi” alle Olimpiadi invernali in Cina, ha affermato il portavoce. La posizione di Tokyo è arrivata dopo che Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada hanno annunciato questo mese un boicottaggio diplomatico dei Giochi di Pechino del 4-20 febbraio 2022 per denunciare le violazioni dei diritti umani in Cina. Pechino ha avvertito i quattro paesi occidentali, che invieranno atleti ai Giochi ma non funzionari, che pagheranno “il prezzo” della loro decisione. Il Giappone, ospite dei Giochi di Tokyo 2020 rinviati di un anno a causa del coronavirus, si trova in una delicata posizione diplomatica tra Stati Uniti e Cina, due importanti partner commerciali, e finora non era riuscito a far conoscerne la sua posizione. La Corea del Sud, un altro alleato degli Stati Uniti, da parte sua ha annunciato all’inizio della scorsa settimana che non avrebbe boicottato diplomaticamente i Giochi, citando la necessità di continuare a cooperare con la Cina. Il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha intanto invocato la sua “neutralità” sulla questione, rifiutandosi di commentare “decisioni puramente politiche” e soprattutto salutando l’assenza di un boicottaggio sportivo. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, almeno un milione di uiguri e altre minoranze di lingua turca, principalmente musulmani, sono detenuti nei campi dello Xinjiang. La Cina è accusata di sterilizzare con la forza le donne e di imporre il lavoro forzato. (ANSA).
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