Esteri

Israele: restano due giorni a Netanyahu per formare governo

TEL AVIV, 02 MAG – Al premier Benyamin Netanyahu sono rimaste poco più di 48 ore di tempo per provare a formare un governo, visto che il mandato affidatogli dal presidente Reuven Rivlin scade alle 24 di martedì 3 maggio. Un tempo che la tragedia di Monte Meron ha ulteriormente ridotto: il lutto nazionale dichiarato per oggi ha infatti impedito ogni contatto politico in rispetto delle vittime. Il leader di ‘Yamina’ (Destra) Naftali Bennett (7 seggi) – ago della bilancia, corteggiato sia dal fronte di Netanyahu sia da quello opposto guidato da Yair Lapid – ancora non ha fatto sapere la sua scelta. Molte le indiscrezioni che lo indicano in trattative sia con il premier sia con Lapid. Pur non confermate, le notizie lo danno come possibile premier a rotazione in entrambi le soluzioni. Secondo la legge Netanyahu potrebbe chiedere a Rivlin una estensione della durata dell’incarico di altri 14 giorni ma secondo i media non appare probabile che lo faccia. Se così sarà, il presidente potrebbe affidare il mandato al capo dell’opposizione Yair Lapid che avrebbe 28 giorni di tempo per giocare le sue carte. In ogni caso, entrambe le coalizioni – a meno di nuovi sviluppi – partorirebbero un governo di minoranza. Se Bennett andasse con Netanyahu, questi avrebbe 59 seggi: 2 in meno dei 61 su 120 necessari alla Knesset. Se il leader di ‘Yamina’ optasse invece per Lapid, la coalizione si fermerebbe a 58 seggi: 3 in meno della maggioranza. Servirebbe dunque un appoggio esterno, o un’astensione esterne al momento del voto. Oppure, se lo stallo non si sblocca quinte elezioni in poco più di due anni. A meno che non sia approvata la legge presentata dal Likud alla Knesset che – per superare la crisi – introduce l’elezione popolare diretta del premier: un obiettivo perseguito da Netanyahu. (ANSA).

(ANSA)

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