Esteri

La vendetta dell’Iran dopo uccisione Soleimani

Chiamata operazione Soleimani Martire, colpite basi militari USA in Iraq

Cosa sarebbe successo dopo l’uccisione del generale Soleimani era il quesito nell’aria da giorni. Poco prima della mezzanotte (ora italiana) si è appresa la notizia dell’avvio dell’operazione Soleimani Martire iniziata con il lancio di missili balistici iraniani contro basi militari irachene ospitanti truppe USA. Secondo il Pentagono, le basi attaccate sono al-Asad ed Erbil, nella base di Erbil prestano servizio anche dei militari italiani ai quali Paolo Gentiloni ha espresso vicinanza su Twitter.

Il Ministro degli esteri iraniano fa sapere che risponderà ad ogni attacco, in merito a quello sferrato contro le basi militari, parla di “risposta proporzionata e di legittima difesa” nei confronti del precedente attacco USA.

L’agenzia di Stato iraniana per ora riporta la notizia di 80 vittime, si escludono vittime tra le forze Nato in Iraq, comprese quelle del contingente italiano a Erbil. ll Pentagono invece non riporta notizia di alcuna vittima. 

Subito dopo l’attacco missilistico in Iraq, a Teheran un aereo ucraino si è schiantato subito dopo il decollo causando la morte di 176 persone, secondo le autorità iraniane non c’è alcun legame con l’attacco missilistico.

Intanto su Twitter ritorna in cima ai trend #IIIworldwar e il Presidente USA Donald Trump risponde all’attacco vantando l’esercito più equipaggiato al mondo e esordendo con “va tutto bene”.

 

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