Esteri

Iran, attività nucleari ‘rallentate’ da incendio a Natanz

ROMA, 06 LUG – L’Iran ha ammesso oggi che un incendio scoppiato questa settimana nel suo sito nucleare di Natanz, il più importante per la produzione di uranio arricchito, ha provocato danni che potrebbero “rallentare” il programma atomico della Repubblica islamica. “Tuttavia – ha affermato il portavoce dell’Organizzazione iraniana per l’energia nucleare, Behruz Kamalvandi, citato dalla televisione di Teheran – a Dio piacendo rimedieremo a questo ritardo grazie ad un lavoro 24 ore su 24”. Secondo Kamalvandi, l’incendio ha colpito un “capannone” dove erano in deposito strumenti di precisione. Ma secondo analisti occidentali si tratterebbe di una installazione dove venivano montate centrifughe per l’arricchimento dell’uranio di modello avanzato. Il Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano ha detto di avere appurato la causa dell’accaduto, ma di non volerlo per ora rivelare per motivi di “sicurezza”. In Iran e all’estero si infittiscono tuttavia le voci secondo le quali l’incendio potrebbe essere stato provocato, come altri incidenti analoghi avvenuti nelle ultime settimane, da cyberattacchi compiuti da una potenza straniera, forse Israele. Lo Stato ebraico non ha confermato né smentito. “Facciamo azioni che è meglio lasciar non dette”, ha detto oggi il ministro degli esteri israeliano – ed ex capo di stato maggiore – Gabi Ashkenazi. Il ministro ha poi ricordato che Israele “ha una politica di lungo termine, durante varie amministrazioni, di non consentire all’Iran di avere capacità nucleari”. (ANSA).

(ANSA)

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