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India: quinto giorno protesta contadini, migliaia accampati

NUOVA DELHI, 30 NOV – Continua per il quinto giorno consecutivo la mobilitazione degli agricoltori indiani che, a decine di decine di migliaia restano accampati sulle autostrade nazionali attorno ai varchi di frontiera di Singhu eTikri, a pochi chilometri dalla capitale: i blocchi stanno rendendo un incubo il normale traffico verso e all’interno della città. La “Dilli Chalo” era stata indetta dalle associazioni dei contadini come una marcia pacifica che avrebbe dovuto raggiungere il centro di Delhi, ma è stata bloccata dal governo, che, con la motivazione della pandemia, ha fatto fermare i manifestanti dalle frontiere, e ha autorizzato la Polizia a usare contro di loro gas lacrimogeni e cannoni d’acqua. Ieri, dopo un’assemblea, è stata rigettato la proposta arrivata dal Ministro dell’Interno di avviare colloqui, a patto che i manifestanti accettassero di trasferire l’accampamento nell’area di Burari, uno sterminato parco alla periferia della capitale. Le associazioni hanno risposto che Burari “non è un parco, ma un campo di concentramento a cielo aperto”, e hanno minacciato di accerchiare tutti e cinque i posti di frontiera, non solo i due attorno ai quali sono accampati da venerdì scorso. Alcune migliaia di dimostranti, che venerdì scorso erano stati fatti affluire verso Delhi, sono stati fermati dalla Polizia e trasferiti al Nirankarai Samagan Ground, e continuano ad essere trattenuti nell’area, da dove gli agenti impediscono loro di muoversi. Il governatore dello stato del Punjab Amarider Singh, che sostiene la protesta, ha invitato le associazioni a considerare la proposta del governo e ad avviare al più presto trattative. La manifestazione è stata indetta un mese fa dalle più importanti sigle nazionali degli agricoltori per protestare contro le recenti leggi di riforma del settore, ed è sostenuta dai partiti di opposizione. (ANSA).
(ANSA)

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