Esteri

In Libano il sesto giorno di proteste: gli aggiornamenti

Chiuse scuole, università, banche e perfino diverse istituzioni pubbliche

In tutte le città del Libano i manifestanti sono tornati nelle piazze per protestare contro il carovita e la corruzione dilagante nel Paese, ribadendo la volontà di proseguire le manifestazioni «fino alla caduta del sistema» politico-confessionale e clientelare. In tutto il paese anche oggi è stato proclamato «giorno di sciopero generale». Le scuole, le università, le banche e diverse istituzioni pubbliche rimangono chiuse.

Secondo fonti giornalistiche libanesi, nelle proteste di ieri sono scese in strada più di un milione di persone, ma queste cifre non sono confermate dalle autorità.

Ieri il governo ha annunciato l’intenzione di avviare «riforme senza precedenti»: in seguito centinaia di migliaia di persone a Beirut e nelle altre città e località del paese sono rimaste in piazza. E oggi, fin dalle prime ore della giornata, le stesse piazze e strade sono tornate gradualmente a riempirsi. Gruppi di attivisti si occupano di ripulire le strade e i luoghi dei sit-in dai rifiuti.

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