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Hong Kong, continua la protesta. Gli aggiornamenti

Clima teso e polizia schierata di fronte alle zone rosse della città

Altra giornata di protesta per la città di Hong Kong, centinaia di persone manifestano per la controversa legge sulle estradizioni in Cina nel giorno del del 22/mo anniversario del passaggio dell’ex colonia britannica da Londra a Pechino. In queste ore nelle principali strade intorno al parlamento e alle sedi governative ci sono stati scontri e la polizia in tenuta antisommossa è tornata a usare lo spray al peperoncino per allontanare la folla.

Nel pomeriggio è attesa una manifestazione con una grande partecipazione.

Aggiornamento delle 9:20

Un gruppo di manifestanti ha tentato di sfondare le porte di vetro della sede del parlamento per fare irruzione. Lo riporta la CNN, i manifestanti hanno cercato di sfondare la barriera con pesanti tubi di acciaio e grossi carrelli di ferro. La polizia, in assetto antisommossa, ha spruzzato spray al peperoncino contro i manifestanti e ha intimato loro di allontanarsi o userà l’uso della forza.

Aggiornamento delle 11:00

Continua la protesta contro la legge sulle estradizioni in Cina. Un corteo di migliaia di attivisti sta marciando nel centro di Hong Kong. In base alle immagini sui social network e al resoconto dei media locali, il corteo è aperto dal veicolo di Civil Human Rights Front, il gruppo che nelle scorse settimane è riuscito a mobilitare fino a due milioni di persone contro la contestata legge, ora congelata, ritenuta uno strumento per ridurre l’autonomia dell’ex colonia a favore di una maggiore ingerenza di Pechino.

Aggiornamento delle 12.00

Carrie Lam ha sospeso l’approvazione del provvedimento contro il quale stanno protestando in centinaia. Con questo provvedimento sarebbe stato possibile estradare Cina cittadini e residenti, annullando di fatto le garanzie democratiche del sistema giudiziario di Hong Kong. La protesta è tuttavia continuata per chiedere le dimissioni della Lam.

Aggiornamento delle 13.00 RED ALERT

Un gruppo di manifestanti è riuscito ad entrare nel Parlamento, raggiungendo l’edificio centrale: lo riporta il South China Morning Post, secondo cui la polizia ha issato per la prima volta in assoluto la bandiera rossa (“red alert”) che comporta l’ordine di evacuazione immediata.

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