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Groenlandia, l’appoggio alla Danimarca contro i pensieri espansionistici di Trump è d’interesse globale

A metà Agosto il Wall Street Journal, ha diffuso la notizia dell’intenzione di acquisto da parte del presidente Usa Donald Trump della Groenlandia. Nei giorni seguenti il Presidente ha confermato la notizia, mostrandosi intenzionato a fare un’offerta alla Danimarca e pubblicando su Twitter questa immagine.

Diretta la risposta tramite i media (CNN statunitense) del Premier danese Mette Frederiksen che ha chiarito che la Groenlandia non è in vendita, definendo “assurdo” l’interesse espresso dal presidente americano Donald Trump. In realtà, escludendo il fatto che la Groenlandia non ha esposto alcun cartello “for sale”, non c’è niente di assurdo nell’idea espansionistica del Presidente Usa, anzi, confermerebbe la sempre viva strategia di espansione americana adottata sin dalla seconda metà dell’Ottocento. Infatti già nell’Ottocento ci fu un tentativo di acquisizione dell’Islanda e della Groenlandia per la loro strategica posizione in funzione bellica, il tentativo fallì. Come spiega il giornalista Marzio G.Mian nel suo libro “La battaglia per il Grande Nord”, la conformazione territoriale della Groenlandia a causa dei cambiamenti provocati dal riscaldamento globale è fortemente mutata, rendendola più abitabile. Il territorio è sempre stato ed è ancora ricco di risorse minerarie e scarsamente popolato, quindi una risorsa geopolitica che fa gola alle grandi potenze. Lo stesso Mian scrive su Twitter: “L’interesse crescente degli Usa (aldilà dell’offerta d’acquisto dell’ex palazzinaro) per la Groenlandia dimostra che l’isola è il cuore della contesa artica”. Come sappiamo, Donald Trump mantiene alta l’attenzione verso la Cina, soprattutto dopo la recente diatriba sui dazi, e sa che il gigante di Pechino ha interesse nel creare una via della seta polare e che possiede già dei giacimenti minerari in Groenlandia, così come la possente Russia.
Quindi al fatto che la Groenlandia fosse acquistabile, Donald Trump probabilmente ci credeva davvero. Dopo il secco no alla sua proposta di valutare l’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, Il presidente USA ha deciso di cancellare la sua visita del prossimo due settembre in Danimarca, paese da cui la Groenlandia dipende. “Visti i commenti del primo ministro Mette Frederiksen che ha detto di non essere interessata rinvierò il nostro incontro previsto tra due settimane ad un’altra volta”, scrive Trump.

Se da un lato questo conferma il suo obiettivo espansionistico, è importante porre e mantenere l’attenzione sugli equilibri diplomatici e territoriali che verrebbero inevitabilmente devastati da una “invasione trumpiana” della Groenlandia. Il presidente Trump ha già dimostrato la sua tendenza allo sfruttamento incontrollato dei territori, delle risorse naturali e alla totale indifferenza alternata a dichiarazioni negazioniste verso il cambiamento climatico; La crisi climatica verrebbe dunque ulteriormente aggravata da politiche e interventi sul territorio aggressivi per l’ambiente e per l’equilibrio climatico.

Leggi anche: Lettera aperta degli scienziati al Presidente Donald Trump

 

Redatto da Elisabetta Ruffolo

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