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Giulio Regeni, tre anni fa veniva ritrovato il corpo. Ancora nessuna verità

Giulio Regeni sparì il 25 gennaio 2016 e il 3 febbraio venne trovato il suo corpo

Tre anni fa, il 3 febbraio 2016, veniva ritrovato il corpo senza vita di Giulio Regeni. Sfigurato da atroci torture, il corpo di Regeni era buttato in un fosso ai bordi di una strada, nei pressi di una prigione dei servizi segreti egiziani. Il giovane italiano era scomparso dal 25 gennaio al Cairo, dove si era recato per condurre una ricerca sui sindacati indipendenti in Egitto nel periodo successivo al 2011, quando finì il governo di Hosni Mubarak.
“Ho riconosciuto Giulio solo dalla punta del naso. Quello che è successo non è un caso isolato”, ha raccontato Paola Deffendi, madre di Giulio.

“La brutale uccisione di Giulio Regeni ha scioccato il mondo – scrive in una nota Amnesty International – ma ha anche acceso i riflettori sul metodo delle sparizioni forzate praticato oggi in maniera sistematica in Egitto e che i ricercatori di Amnesty International hanno documentato attraverso fatti e testimonianze. Il quadro che ne risulta è allarmante: in media tre quattro persone al giorno sono vittime di sparizioni forzate in Egitto. Una strategia mirata e spietata diretta dall’Agenzia per la sicurezza nazionale che risponde al ministro degli interni egiziano Magdy Abd el-Ghaffar”.

Amnesty International ha redatto un appello rivolto al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, in cui si chiede l’attuazione di “immediate misure per porre fine alle sparizioni forzate, ai maltrattamenti e alle torture” e l’avvio di “un’indagine approfondita e indipendente sull’omicidio del cittadino italiano e studente dell’università di Cambridge Giulio Regeni, a seguito del suo rapimento e delle torture subite”.

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