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Giornata contro l’omofobia, Mattarella: “va promossa l’inclusione”

Onu: "condanne contro i gay ancora in atto in 65 Paesi"

Più di 65 Paesi condannano ancora le relazioni tra persone dello stesso sesso, di cui 8 arrivano a punire i ‘colpevoli’ con la pena di morte. Lo rivela l’Onu in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia. La stigmatizzazione contro le comunità Lgbti è ancora forte nel mondo come dimostrano legislazioni che puniscono l’omosessualità anche con la pena di morte. Ciò alimenta la violenza e il clima di paura compromettendo, allo stesso tempo, gli sforzi per rendere efficace la prevenzione dell’aids.

“Abbiamo l’obbligo morale e legale di abrogare queste leggi discriminatorie – ha dichiarato il direttore esecutivo del programma Onu contro l’aids, Gunilla Carlsson – Per poter combattere l’hiv abbiamo bisogno di uguaglianza, giustizia e protezione contro la violenza”. Secondo i dati Onu, infatti, gli uomini che hanno rapporti con altri uomini sono 28 volte più a rischio di contrarre l’hiv della popolazione generale e molto meno inclini a ricorrere ai servizi sanitari.

Mattarella: “occorre promuovere la cultura dell’inclusione e del rispetto di ogni differenza”

“La tredicesima Giornata Mondiale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia, istituita dal Parlamento Europeo nel 2007, costituisce l’occasione per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea contro ogni forma di discriminazione inerente all’orientamento sessuale o alla identità di genere”. Così il presidente Sergio Mattarella in un messaggio.

“Inammissibili e dolorosi episodi di aggressività e intolleranza continuano a verificarsi causando sofferenze nelle vittime. Pertanto, la denuncia e la lotta all’omofobia deve costituire un impegno deciso e costante per le istituzioni e per ciascuno di noi – ha aggiunto -. Come più volte affermato, occorre promuovere la cultura dell’inclusione e del rispetto di ogni differenza con iniziative adeguate e idonee nella famiglia, nella scuola, nelle varie realtà sociali ed in ogni forma di comunicazione, e far sì che questa cultura si traduca in comportamenti quotidiani”.

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