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Terrore in Germania, sparatoria ad Halle: gli aggiornamenti

Una bomba nel cimitero ebraico e una sparatoria davanti alla sinagoga. Un uomo è stato arrestato, ma ci sarebbero ancora persone armate in fuga

In Germania c’è stata una sparatoria nella città di Halle, davanti a una sinagoga. Secondo le prime informazioni sarebbe stata lanciata una granata al cimitero ebraico e sarebbe stato aperto il fuoco in strada. Sarebbero stati sparati diversi colpi e le vittime sono due.

Gli assalitori sono arrivati in macchina e hanno aperto il fuoco vicino a una sinagoga. Hanno inoltre lanciato una granata verso il cimitero adiacente alla sinagoga e un’altra, rimasta inesplosa, all’interno di un negozio di kebab vicino al tempio ebraico. In seguito gli assalitori avrebbero attaccato direttamente la sinagoga cercando di fare irruzione. Il presidente della Comunità ebraica di Halle, Max Privorotzki, ha raccontato al giornale Der Spiegel che il servizio di sicurezza del tempio è riuscito a impedire che uno o più aggressori entrassero. All’interno della sinagoga c’erano circa 70-80 fedeli riuniti in preghiera per la principale ricorrenza religiosa ebraica, lo Yom Kippur, che celebra il giorno dell’espiazione.

Secondo le ricostruzioni gli uomini che hanno aperto il fuoco erano due, indossavano tute mimetiche militari, con elmetti e probabilmente delle maschere sul volto: entrambi erano armati. Gli autori dell’attacco in Germania sono fuggiti a bordo di un veicolo e la polizia ha invitato tutte le persone in zona a restare in casa. In seguito è arrivato l’annuncio di un arresto, ma ci sarebbero ancora persone in fuga.

Il sito della Frankfurter Allgemeine Zeitung cita «ambienti della coalizione» di governo della Sassonia-Anhalt, la regione ex Ddr dove si trova Halle, e scrive che la persona fermata per la sparatoria sarebbe «un tedesco bianco», aggiungendo che «le prime tracce portano al Burgenland, in Austria.

Nelle ultime ore la polizia ha eseguito operazioni concentrate in ambienti della destra estrema in quattro regioni tedesche: Baviera, Baden-Wuerttemberg, Turingia e nella stessa Sassonia-Anhalt. Gli interventi sarebbero avvenuti dopo messaggi minatori a moschee, sedi di partito e media, ma non è stato confermato un eventuale collegamento con gli attacchi di Halle, riferisce l’agenzia Dpa.

 

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