Cronaca

Sri Lanka, otto esplosioni nel giorno di Pasqua: sono morte 290 persone

Il punto della situazione e gli ultimi aggiornamenti

Ieri, giorno di Pasqua, lo Sri Lanka è stato colpito da otto esplosioni. Le prime sei sono avvenute simultaneamente, tre ore dopo ce ne sono state altre due. Il bilancio delle vittime è di almeno 290 morti e 500 feriti.

I primi sei attacchi si sono verificati in tre chiese (il santuario di Sant’Antonio, che si trova nella capitale Colombo, la chiesa di San Sebastiano a Negombo e la chiesa nella città di Batticaloa) e in tre hotel di lusso di Colombo (lo Shangri-La Hotel, il Cinnamon Grand hotel e il Kingsbury Hote). La settima esplosione ha colpito un edificio a Dehiwala, un sobborgo a sud della capitale, e l’ottava un altro quartiere di Colommbo, Orugodawatta.

Tra le vittime ci sono 35 stranieri. Secondo fonti del ministero degli Esteri al momento non risulta che tra le vittime ci siano italiani. La Farnesina ha messo a disposizione un numero per segnalazioni: +39 06 36225.

La polizia ha inoltre reso noto che le indagini sugli attentati di ieri esamineranno i rapporti secondo i quali la comunità dell’intelligence avrebbe fallito nel rilevare o mettere in guardia preventivamente contro possibili attacchi suicidi. Sono stati arrestati 24 sospetti.
Un funzionario del governo ha reso noto che gli attentati sono stati compiuti da sette kamikaze.
Le autorità hanno annunciato che oggi sarà attivato nuovamente il coprifuoco a partire dalle 20.00 locali: in Italia saranno le 16.30.

Il sottosegretario al governo ha spiegato che dietro gli attacchi in Sri Lanka c’è un gruppo jihadista locale, il National Thowheed Jamath, che però dev’essere stato supportato da una più vasta rete internazionale.

Nella tarda mattinata di lunedì un’altra bomba è esplosa vicino a una chiesa a Colombo. Non risultano vittime, né feriti.

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