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Siria, l’annuncio del ritiro americano sta suscitando molte preoccupazioni

Molti sottolineano che l'Isis non è ancora stato sconfitto, intanto la Turchia si sta organizzando per attaccare i Curdi

Il ritiro delle truppe americane dal Nord-Est della Siria è stato confermato anche dal presidente Trump, che su Twitter ha scritto: “dopo le storiche vittorie contro l’Isis, è ora di riportare a casa i nostri giovani”.

L’annuncio del ritiro degli Stati Uniti ha suscitato preoccupazioni sotto molteplici aspetti. Diversi osservatori hanno fatto notare che l’Isis non sia è completamente sconfitto. Secondo quanto riferito dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, l’Isis avrebbe ucciso 700 persone, solo negli ultimi due mesi, nelle zone orientali del Paese.
Inoltre, ritirandosi, gli USA volterebbero le spalle alle milizie curde, importanti alleati degli americani nella lotta contro Daesh.

Le reazioni all’annuncio del ritiro delle truppe USA:

I Curdi hanno ribadito che l’Isis non è ancora stato sconfitto. “La guerra all’Isis non è terminata. Lo Stato islamico non è stato sconfitto”, si legge nel comunicato stampa diffuso stamattina dai vertici delle Forze democratiche siriane. Si tratta di un raggruppamento di milizie curde e arabe guidate dall’ala locale del Pkk, il Partito del Lavoratori del Kurdistan.
Anche l’ex ministro della difesa di Israele Avigdor Lieberman, ha avvisato che la decisione Usa di ritirarsi dalla Siria potrebbe provocare una guerra al nord, tra Israele e le forze sostenute dall’Iran.
Anche all’interno degli Stati Uniti non mancano pareri contrari alla decisione del presidente Americano. Secondo quanto riportato dal New York Times, il Pentagono sarebbe al lavoro per cercare di dissuadere Trump dalla sua intenzione di ritirare completamente le truppe Usa. I vertici del Dipartimento della difesa sostengono che questa mossa sarebbe un tradimento degli alleati curdi, le cui truppe da anni operano a fianco di quelle Usa in Siria e rischierebbero di essere attaccate da un’offensiva della Turchia.

Proprio l’eventualità di un attacco della Turchia ai danni dei Curdi si sta dimostrando sempre più concreta. Dopo l’annuncio del ritiro americano, il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha detto che Ankara sta “lavorando intensamente” alla preparazione di un’operazione militare contro le milizie curde dell’Ypg, nel nord della Siria a Manbij e a est del fiume Eufrate.

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