Cronaca

Siria, l’appello della Caritas: stop all’eccidio

Oltre 11 milioni di persone in Siria hanno bisogno di assistenza

Non si ferma la Turchia, che ha attaccato le zone nel nord-est della Siria abitate prevalentemente dai Curdi: il bilancio delle vittime e dei feriti continua a salire in modo tragico. «Dopo aver combattuto l’Isis e altre formazioni terroristiche» osserva la Caritas, «la popolazione nella fascia tra Turchia e Siria è di nuovo messa a dura prova».
Più di 150 mila civili hanno dovuto lasciare le proprie case e sono rimasti «intrappolati in quest’area di confine. Il numero di sfollati è destinato a salire rapidamente – avverte l’organismo della Chiesa italiana -, se le operazioni di guerra proseguiranno». L’Onu stima che altre 450 mila persone potrebbero essere costrette alla fuga.
La guerra intrapresa dalla Turchia è «una tragedia che si somma alla grave situazione umanitaria che in Siria si protrae da quasi nove anni – sottolinea la Caritas – con l’80% della popolazione in stato di povertà e oltre 11 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria».
La Caritas Italiana lancia quindi un appello «al Governo Italiano, all’Unione Europea e a tutta la Comunità internazionale affinché i civili siano protetti e sia consentito l’accesso sicuro e senza ostacoli agli aiuti umanitari, non vi siano rilocazioni forzate di civili, si faccia tutto il necessario per interrompere, senza condizioni, l’ennesimo eccidio e ristabilire il rispetto del diritto internazionale».
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