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Morti in coda sull’Everest, si aggrava il bilancio. Scoppiano le polemiche

Sale a 10 il numero delle vittime in soli 12 giorni. Le autorità del Nepal hanno rilasciato un numero elevato di permessi per la stagione primaverile

Si aggrava il bilancio dei morti sull’Everest. Due scalatori, un britannico e un irlandese, sono morti nelle ultime 24 ore dopo aver avvertito un malore a causa dell’altitudine. Lo riporta la Bbc. Si tratta dell’ottava e della nona vittima in una settimana e la decima della stagione cominciata il 14 maggio.

Nel frattempo aumentano le polemiche sul sovraffollamento del ‘tetto del mondo’ e l’elevato numero di permessi rilasciati dalle autorità del Nepal: 381 per la sola stagione primaverile, al costo di 11.000 dollari ciascuno. La notizia ha fatto il giro del mondo grazie alla foto-denuncia di Nirmal Purja, ex agente delle forze speciali britanniche e alpinista di 35 anni, che ha infranto il record scalando sei degli Ottomila (vette oltre gli 8000 metri), in poco più di 4 settimane.

 

 

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