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Guerra in Siria, Erdogan: «il Mondo stia sereno»

Il presidente della Turchia dichiara che i raid hanno ucciso 109 curdi. Turchia all'Onu: «operazione militare in Siria è proporzionata»

Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo Akp, ha voluto “rassicurare” gli altri Paesi. Al mondo intero «voglio dare questa rassicurazione: Daesh (Isis) non sarà presente nella regione» della Siria nord-orientale dopo l’operazione militare avviata dalla Turchia. «Se l’Ue ci accuserà di “occupazione” della Siria e ostacolerà la nostra operazione militare,  apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi», ha aggiunto Erdogan.

Sono circa 60mila gli sfollati siriani in fuga nelle ultime 36 ore dalle zone dell’offensiva turca in Siria, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. I civili stanno fuggendo in particolare dalle zone di Darbasiye e Ras Al Ayn e si dirigono principalmente verso sud e sud-est, verso la città di Hasake.

A meno di 24 ore dall’inizio dell’operazione militare ‘Fonte di pace’ nel nord-est della Siria, secondo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, «109 terroristi sono stati uccisi» dai raid della Turchia. Lo ha detto parlando ai leader provinciali del suo Akp. Ci sarebbero anche diversi miliziani curdi “feriti” e altri che si sono “consegnati” all’esercito turco e ai suoi alleati locali, ha aggiunto Erdogan, senza indicare in questo caso un numero preciso. Di vittime riferiscono anche fonti curde, secondo le quali 5 soldati turchi sono stati uccisi nelle ultime ore in scontri con le forze curdo-siriane nel nord-est della Siria. Numerosi colpi di mortaio sono stati sparati dalle zone sotto controllo curdo in Siria verso le località frontaliere turche di Ceylanpinar e Akcakale, provocando, sempre secondo fonti curde, almeno 18 feriti. Si tratta dei primi cittadini turchi rimasti colpiti dall’inizio ieri dell’offensiva di Ankara, partita proprio dalle località prese di mira dai curdi

La Turchia afferma, in una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che l’operazione militare in Siria è «proporzionata, misurata e responsabile e prenderà di mira solo terroristi e i loro nascondigli, rifugi, armi ed equipaggiamenti». Il governo di Ankara precisa inoltre che «vengono adottate tutte le precauzioni per evitare danni collaterali alla popolazione civile».

Se l’Ue ci accuserà di “occupazione” della Siria e ostacolerà la nostra “operazione” militare, “apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo Akp.

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