Esteri

Corte di Strasburgo, sì a telecamere nascoste sul posto di lavoro: la sentenza

I giudici della Corte europea dei diritti umani si sono espressi su una vicenda del 2009

La Corte di Strasburgo ha detto sì alle telecamere nascoste sul posto di lavoro, che vengono ritenute legittime qualora un datore di lavoro abbia fondati sospetti che i dipendenti lo stiano derubando e che le perdite subite siano ingenti.

La vicenda sulla quale la Corte di Strasburgo ha emesso la sua sentenza è quella relativa a un datore di lavoro di un supermercato spagnolo, che nel 2009 installò un sistema di video sorveglianza nascosto dopo essersi accorto che i livelli delle scorte in magazzino e quelli del venduto giornaliero non corrispondevano e che in pochi mesi aveva perso circa 82mila euro. Per scoprire i colpevoli fece installare delle telecamere visibili alle uscite del supermercato e alcune nascoste puntate sulle casse: i dipendenti beccati a portare via la roba furono licenziati, ma fecero causa appellandosi alla violazione della privacy.

I giudici della Corte di Strasburgo, nella sentenza odierna, hanno stabilito che non vi è stata alcuna violazione e che le telecamere nascoste erano legittime visti i sospetti ben fondati e le perdite subite. Nella sentenza inoltre si sottolinea come la video sorveglianza sia durata solo 10 giorni, che sia stata posizionata in un punto specifico “nella zona aperta al pubblico” e che i filmati sono stati visionati solo da un ristretto numero di persone e utilizzati per uno scopo ben determinato.

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