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Conte: “L’analisi costi-benefici sulla Tav ha retto allo stress test di Salvini”

Il premier all'indomani della lettera inviata a Telt: "Non potevo far finta di nulla, non solo un pagliaccio"

Giuseppe Conte, all’indomani della decisione di chiedere a Telt il rinvio dei bandi sulla realizzazione della Tav, parla al “Fatto Quotidiano”. Il premier del governo gialloverde afferma che l’analisi costi-benefici «ha retto allo stress test messo in atto da Matteo Salvini e dai suoi». In caso contrario «avrei detto sì a Salvini e no a Di Maio, anche se sapevo che avrei messo in grave difficoltà il M5s. Ma io ho l’obbligo di decidere ciò che è meglio per gli italiani, non per i 5 Stelle. Abbiamo fatto una riunione tecnica e la Lega e i suoi tecnici non sono riusciti a smontare lo studio su costi e benefici. Far finta di nulla adesso sarebbe una presa in giro e io non sono un pagliaccio».

Conte sottolinea con forza che «finché ci sarò io a Palazzo Chigi, non permetterò a nessuno di deviare le mie decisioni per ragioni di parte, ideologiche o affaristiche. È l’unico metodo che può garantire i soldi e gli interessi dei cittadini italiani».

Chiusura sulla lettera inviata a Telt per chiedere il rinvio dei bandi sulla Tav: «Telt conferma come si possano avviare le dichiarazioni di interesse senza far partire i bandi di gara per alcuni mesi, senza il rischio di penali o di altri oneri per lo Stato e senza perdere gli eventuali finanziamenti europei, che servirebbero solo se l’opera andasse avanti. Ora viene il difficile: convincere Francia e Commissione Ue delle nostre buone ragioni illustrate dall’analisi costi-benefici, che indica una perdita di 7-8 miliardi per tutti e tre, non solo per l’Italia».

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