Esteri

Chernobyl, un eroe vede la serie tv e si toglie la vita: la sua storia

Fu uno dei "liquidatori" di Chernobyl, ma non venne mai onorato come un eroe e non ottenne nemmeno un alloggio popolare

Fu uno dei “liquidatori” di Chernobyl, uno degli eroi che dopo la drammatica esplosione del 26 aprile 1986 lavorarono per mettere in sicurezza il reattore 4 della centrale. Dopo aver visto la serie tv trasmessa in tutto il mondo Nagashibay Zhusupov si è tolto la vita: riguardando la fiction l’uomo ha rivissuto l’atroce dramma dell’86 e quello che lui ha vissuto come un tradimento da parte del governo. Sua figlia ha raccontato al quotidiano britannico Daily Mail che il padre ha guardato la serie tv con la famiglia rivivendo «con le lacrime agli occhi» quel periodo terribile.

Zhusupov lavorava come contadino ed era originario del Kazakistan. Dopo il disastro di Chernobyl fu precettato dal governo come “liquidatore” e inviato sul sito dell’incidente nucleare per limitare le conseguenze del disastro. Tornato in patria fu inviato come lavoratore nel sito di test nucleari di Semipalatinsk ma a differenza degli altri compagni non ricevette un appartamento popolare tra quelli che furono messi a disposizione dei veterani dell’operazione Chernobyl.

Secondo la figlia, Zhusupov ha rivissuto l’umiliazione subita attraverso i protagonisti della serie tv e non ha più retto: a giugno è salito sul tetto di un palazzo e si è gettato nel vuoto.
Avrebbe dovuto essere trattato come un eroe, ha sottolineato la figlia: invece è stato sistemato in un dormitorio assieme alla moglie e ai cinque figli, e lo Stato non ha mai preso in considerazione le sue richieste di ottenere un alloggio popolare.

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