Esteri

Italiano sequestrato, possibile scopo terroristico

La svolta nel caso della scomparsa di Luca Tacchetto e della canadese Edith Blais

Dopo oltre un mese, una prima svolta nel caso della scomparsa di Luca Tacchetto in Burkina Faso. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di sequestro di persona a scopo di terrorismo. Il procedimento era stato inizialmente aperto senza indagati o ipotesi di reato. Il titolare dell’indagine, il pm Sergio Colaiocco, ha adesso rubricato il fascicolo con quanto previsto dall’articolo 289 bis del codice penale. Sugli sviluppi dell’indagine gli inquirenti di piazzale Clodio mantengono al momento il più stretto riserbo.
Alcune fonti rivelano che alcune richieste per il rilascio dei giovani scomparsi in Burkina Faso sarebbero arrivate alle autorità italiane e canadesi, che sarebbero al lavoro per verificarne l’attendibilità.

Il padre di Luca Tacchetto ha parlato al Mattino della scomparsa del figlio: “O è stato rapito o inghiottito da un gorgo dove non si trova più niente”. Tacchetto è scomparso in Burkina Faso dal 15 dicembre scorso insieme all’amica canadese Edith Blais.
“La cosa più probabile – afferma Nunzio il padre dell’architetto padovano – che sia stato rapito per fini politici o economici. Secondo noi non da jihadisti, da gente che fa terrorismo”.
“Se lasciamo indagare chi di mestiere fa questo e lo fa bene, troveremo la soluzione”, ha aggiunto.
L’Unità di crisi della Farnesina sta seguendo il caso con la massima attenzione, in costante contatto con i familiari di Tacchetto, sottolineano fonti del ministero degli Esteri.

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