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Brexit, via libera dei 27 ministri Ue al piano d’accordo con il Regno Unito

Blumel: "Il primo passo è stato fatto". Barnier: "Accordo sulla Brexit è giusto ed equilibrato"

I ministri dei 27 Stati membri dell’Unione europea hanno approvato il progetto di accordo sulla Brexit raggiunto con il Regno Unito. “Il primo difficile passo è fatto, siamo riusciti a mantenere l’unità”, ha detto il ministro austriaco per l’Europa, Gernot Blumel.

“L’accordo sulla Brexit è giusto ed equilibrato. Prende in considerazione le posizioni del Regno Unito. In particolare abbiamo trovato un compromesso per evitare una frontiera fisica tra Irlanda e Irlanda del nord, ed entrambe le parti vogliono evitare l’utilizzo del backstop. Inoltre questo accordo ci permette un divorzio ordinato, che è la base per una partnership ambiziosa”. Lo ha detto il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit, Michel Barnier, al termine del consiglio Affari generali. “Sono contento che oggi tutti i ministri abbiano dato il loro sostegno a tutto il pacchetto”, ha sottolineato.

Ora i negoziati si concentreranno sulla messa a punto di una dichiarazione politica per i rapporti tra Regno Unito e Ue dopo la Brexit. Barnier ha fatto riferimento alla possibilità di estendere il periodo di transizione post-Brexit, durante il quale il Regno Unito resterebbe di fatto in ambito Ue, ma resta ancora un punto aperto nelle discussioni. Nella bozza d’accordo attuale è previsto che il periodo si concluda alla fine del 2020, ma Barnier avrebbe proposto un prolungamento di due anni, secondo una fonte europea.

Brexit, Theresa May applaudita dalla Confindustria britannica: migranti Ue non saranno più privilegiati

Confindustria britannica applaude Theresa May. “L’ultima tappa è sempre la più dura, ma non abbiate dubbi: sono determinata ad attuare” la Brexit e l’intesa di divorzio raggiunta da Bruxelles. Così May in un discorso alla Confindustria britannica (Cbi), accolto da un lungo applauso. La premier ha chiesto il sostegno del business, evocandone un ruolo diretto nella pianificazione del dopo Brexit. E ha promesso che in futuro i migranti Ue “non salteranno più la fila” e che le aziende potranno scegliere manodopera qualificata dall’estero solo secondo “il merito”.

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