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Bambino nel pozzo: la drammatica lotta contro il tempo per salvare Julen

Il padre del bimbo: "siamo a pezzi, siamo morti. Ma abbiamo ancora la speranza che Julen sia vivo"

Prosegue senza sosta la lotta contro il tempo per salvare la vita del piccolo Julen, il bambino di appena due anni che domenica è caduto in un pozzo in Spagna. Ogni ora che passa aumenta l’angoscia e la disperazione di chi segue la sua vicenda. I genitori di Julen sono distrutti, ma non perdono la speranza di abbracciare ancora il loro bambino. Il padre, José Rossello, ha lanciato un appello a continuare le operazioni di salvataggio, perché si è detto convinto che “rivedrò vivo mio figlio”.
“Con mia moglie siamo a pezzi, siamo morti. Ma abbiamo ancora la speranza che Julen sia vivo“.
Lui e la moglie Vicky hanno ringraziato per l’appoggio che, ha dichiarato José ai media, stanno ricevendo da “tutte le persone che ci danno forza, le imprese che offrono aiuto, gli psicologi, la guardia civile e tutti quanti stanno lavorando giorno e notte senza tregua”. “Abbiamo un angelo che ci aiuta a che Julen esca fuori vivo”, ha detto il padre riferendosi al fratello maggiore di Yulen, morto nel 2017 all’età di tre anni.
Per salvare il bambino in Spagna si è mobilitata anche l’impresa svedese Stockholm Precision Tools AB, che localizzò e trasse in salvo i 33 minatori imprigionati in una miniera in Cile nel 2010.
In queste ore è al lavoro anche un robot-sonda con le telecamere che cerca di localizzare il piccolo. L’apparecchio ha raggiunto una profondità di 80 metri, ha spiegato il delegato del governo in Andalucía, Alfonso Rodríguez Gómez de Celis.

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