Economia

Ucraina: Pefc, da Russia e Bielorussia è “legname di guerra”

ROMA, 17 MAR – Il Consiglio internazionale del Pefc – l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione delle foreste – si dice “estremamente preoccupato per l’attacco del governo russo all’Ucraina” e ha deciso di “dare una risposta immediata ed efficace dichiarando che il legno proveniente dalla Russia e dalla Bielorussia è ufficialmente considerato ‘legname di guerra’: in quanto tale non potrà più essere usato in un prodotto certificato Pefc. Tale posizione lancia un messaggio chiaro a tutto il settore: non può esserci sostenibilità ambientale senza la pace”. Pefc Italia ricorda che l’ente è presente in 55 paesi ed è responsabile della certificazione di 328 milioni di ettari di foreste, corrispondenti all’8% della superficie forestale mondiale. Al 31 dicembre 2021, 31.976.108 ettari di foresta in Russia e 9.022.400 ettari di foresta in Bielorussia sono certificati Pefc, cioè il 12,5% dell’area totale certificata Pefc a livello globale. Lunedì prossimo, 21 marzo, ricorre la Giornata Internazionale delle Foreste, istituita dalle Nazioni Unite con l’obiettivo, spiega Pefc, “di sensibilizzare sull’importanza di foreste e alberi in ogni contesto, a beneficio delle generazioni attuali e future, e il messaggio di quest’anno è “scegliere legno sostenibile per le persone e il pianeta”. La certificazione, aggiunge Pefc, “è fondamentale per combattere il cambiamento climatico, difendere il pianeta, ma anche per preservare equilibri sociali, rispettare i lavoratori e, non di meno, dare certezza ai consumatori che il legno che acquistano non provenga da Paesi impegnati in aggressioni o conflitti armati di larga scala”. Il legno, prosegue Pefc, “è la materia prima per antonomasia dello sviluppo sostenibile e della lotta alla crisi climatica e il sistema foresta legno deve essere un asse centrale della transizione ecologica. Ma per essere sostenibile il legno deve provenire da una gestione forestale sostenibile, e quindi essere certificato, escludendo quello da fonte controversa che deriva da deforestazione, tagli illegali e degrado di ecosistemi”. (ANSA).
(ANSA)

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