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Pil, crescita quasi azzerata. Tria: “non serve una manovra correttiva”

Secondo il ministro l'Italia andrà incontro a una graduale crescita economica

Dopo l’annuncio del taglio delle stime sul Pil dell’Italia, l’informativa del ministro dell’Economia Giovanni Tria in Aula alla Camera è stata interrotta da contestazioni e qualche fischio. Secondo il ministro Tria l’italia non si troverebbe in una “vera recessione”, ma si potrebbe parlare più propriamente di “battuta d’arresto”.

“Con la pubblicazione della stima preliminare dei conti trimestrali per il quarto trimestre 2018 l’Istat ha reso noto che il Pil reale è diminuito dello 0,22% facendo seguito alla marginale flessione del terzo trimestre. Sottolineo che si tratta di una stima preliminare, che segnala una fase di cosiddetta recessione tecnica. La flessione cumulata è comunque limitata a 0,36 punti percentuali” quindi si può parlare “di battuta d’arresto più che di vera recessione”, ha affermato il ministro dell’Economia.
Se ci fosse un rallentamento dell’economia “non si manifesterebbe la necessità di una manovra” correttiva perché “un eventuale sforamento se dovuto a un peggioramento del ciclo” causa “un allargamento dell’output gap e non impatta sul saldo strutturale” parametro per valutare il rispetto delle regole Ue.

Parlando delle stime dell’Ue, che vedono nell’Italia il fanalino di coda dell’eurozona con una crescita quasi nulla, il ministro Tria ha affermato che in realtà la commissione è “solo lievemente meno ottimista sulla crescita futura e ha solo preso atto dell’inatteso peggioramento ciclo economico sul finale del 2018″. Tria ha poi sottolineato che i “fattori negativi non appaiono destinati a perdurare ed esistono le possibilità per una graduale ripresa della crescita economica nel 2019″.

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