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Olio, l’allarme di Coldiretti: nel 2019 olio italiano solo in 1 bottiglia su 3

Crolla la produzione italiana e aumentano le importazioni dall'estero: gli agricoltori chiedono l'intervento del governo

Migliaia di agricoltori sono scesi in piazza a Roma rispondendo alla chiamata di Coldiretti, che ha reso noti dati allarmanti sulla produzione di olio di oliva in Italia. Per protestare per l’assenza, nella manovra, di misure necessarie a garantire risorse adeguate al Fondo di Solidarietà nazionale per far fronte alle calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, gli agricoltori si sono dati appuntamento in via XX Settembre, di fronte al ministero delle Politiche Agricole. Qui il ministro Gian Marco Centinaio ha incontrato una delegazione guidata da Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, per parlare della situazione in cui versa la produzione di olio d’oliva italiano.

Una situazione che la Coldiretti ha definito “drammatica”: l’associazione ha pubblicato i dati emersi dal suo studio “Salvaolio”, presentato oggi in occasione della manifestazione a Roma. La produzione di olio extravergine di oliva Made in Italy è praticamente dimezzata, scrive la Coldiretti in un comunicato. Tra gli effetti più pesanti che il cambiamento climatico ha avuto sulla produzione agricola nel nostro Paese, sottolinea l’associazione, c’è una vera e propria strage che lo scorso inverno ha compromesso 25 milioni di ulivi in zone particolarmente vocate e fatto crollare il raccolto, che quest’anno si aggira attorno ai 200 milioni di chili, un valore vicino ai minimi storici per la pianta simbolo della dieta mediterranea. Con questi numeri, è la prima volta nella storia che la produzione spagnola, stimata per quest’anno in 1,6 miliardi di chili, supera quella italiana. Nel 2019 l’olio Made in Italy rischia di essere sorpassato anche da quello greco e marocchino.
L’Italia rischia di perdere per sempre, avverte la Coldiretti, la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio.

Il presidente di Coldiretti ha affermato che, per “rimanere competitivi e non essere condannati all’irrilevanza in un settore fondamentale per il Made in Italy deve partire al più presto il Piano olivicolo nazionale 2.0 per rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati, anche per realizzare nuovi impianti, così come è stato fatto da altri Paesi nostri concorrenti”. Prandini ha ricordato che la filiera dell’olio extravergine di oliva coinvolge oltre 400 mila aziende agricole specializzate in Italia e “può contare sul maggior numero di olio extravergine a denominazione in Europa (43 DOP e 4 IGP) con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive, il più vasto tesoro di biodiversità del mondo”.
Per affrontare l’emergenza in cui si trova questo importantissimo settore, secondo Prandini “serve la dichiarazione di calamità naturale con lo stanziamento di risorse adeguate per consentire ai produttori duramente colpiti di ripartire in situazioni drammatiche, come quella pugliese dove si è verificato un drastico calo del 65% dei raccolti”.

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