Economia

Nft, cosa sono i “non-fungibile token”?

Al giorno d’oggi è davvero difficile stare al passo con tutte le novità in ambito tecnologico, ma una cosa è certa: il mondo sta cambiando, corre veloce e la maggior parte dei nostri interessi fanno parte sempre di più di una sfera totalmente digitale. Si tratta di una vera e propria rivoluzione del business, dell’arte e, in generale, delle nostre abitudini quotidiane.

Nell’ultimo periodo l’attenzione sembra essersi focalizzata sugli NFT, un acronimo che significa non-fungible token (in italiano gettone non replicabile). Si tratta di certificati di autenticità digitale che si basano sulla blockchain, ovvero un registro digitale di dati che non può essere modificato. In una traduzione comprensibile, sono beni digitali che possono essere collezionati o venduti. Opere digitali, uniche e non modificabili rappresentanti oggetti d’arte o immagini che possono essere visti e riprodotti all’infinito. Solo chi li possiede viene considerato il proprietario, il valore di un NFT infatti sta nel fatto che, chi lo possiede, è sicuro di essere l’unico e autentico possessore. Quando si compra un NFT, la prova che l’opera ti appartiene viene scritta in un registro virtuale in cui vengono indicate le transazioni e non può essere alterato.

Altri elementi della blockchain, come i bitcoin, non sono invece definiti “non-fungible” perché non sono unici: è sempre possibile scambiarne uno con l’altro, come nel mondo materiale si ha in mano la stessa cosa con lo stesso valore, come se fosse una banconota o una moneta.

Al contrario gli NFT, sono contraddistinti dall’unicità e non sono interscambiabili. Questa insostituibilità causa delle oscillazioni di prezzo dell’NFT: trattandosi di un pezzo digitale unico, il venditore e l’acquirente devono accordarsi per un valore di scambio, oppure si ricorre ad un’asta. Gli NFT per molti vengono concepiti come dei veri investimenti, nella speranza che in futuro il pezzo comprato possa essere rivendibile ad un valore maggiorato.

Ma come viene creato un NFT? Tutto ha inizio con una versione digitale dell’opera d’arte che viene compressa in una sequenza e successivamente memorizzata su una blockchain per poterlo vendere in cambio di un pagamento in cripto valuta.
Come ogni novità che si rispetti anche gli NFT hanno riscosso pareri molto contrastanti, da una parte sono stati accolti con grande interesse dall’altra con molta perplessità, spesso sono stati definiti come semplici Jpg da poter salvare con il tasto destro del mouse.
I dati però ci confermano l’esatto contrario, il NFT Report 2020, segnala che il mercato degli NFT ha superato i 250 milioni di dollari (valore triplicato nell’ultimo anno), con un +66% di compratori e +24% di venditori. Questo grazie ai grandi brand internazionali della moda, dello sport e del lusso che hanno scelto di buttarsi a capofitto in questa nuova realtà.
Il Financial Times ha dichiarato che Meta, il nuovo progetto di Mark Zuckerberg, sta lavorando per consentire ai suoi utenti di creare e vendere gli NFT. Facebook e Instagram permetteranno di mostrarli nei profili. Zuckerberg già in precedenza aveva dichiarato che gli NFT potevano diventare fondamentali per gli scambi proprio nel mondo del Metaverso.
Oltre a Zuckerberg anche il mondo dell’arte è rimasto folgorato “in positivo’’ da questa mostruosa novità, basti pensare che nella classifica degli NFT più costosi domina la crypto-art. L’artista digitale Beeple che ha lanciato il lavoro Everydays. The first 5000 days, un collage di altre 5000 opere, venduta dalla famosa casa d’aste Christie’s per oltre 69 milioni di dollari, a Metakovan, pseudonimo del fondatore di Metapurse, il più grande fondo NFT al mondo.
Restando in tema arte, la nipote di Picasso e suo figlio Florian Picasso hanno deciso di vendere più di mille pezzi digitali di un’opera dell’artista mai esposta al pubblico che risale al 1958. Gli eredi hanno fatto sapere che una parte dei proventi della vendita degli NFT andrà in beneficenza ad un ente che mira a far fronte alla carenza di infermieri e ad un’organizzazione che lavora per ridurre l’anidride carbonica nell’atmosfera. Florian Picasso ha dichiarato “Penso che rientri nell’eredità di Picasso perché stiamo rendendo omaggio a lui e al suo modo di lavorare, che è sempre stato creativo”.

Molti esperti d’arte sono totalmente scettici nei confronti dei token digitali, reputandoli unicamente come un meccanismo finanziario e affatto come una nuova espressione d’arte. Inoltre gli NFT richiedono enormi quantità di elettricità per essere prodotti, rendendoli così dannosi per l’ambiente.

Non solo arte, anche la cucina si fonde con il mondo degli NFT, a New York apre il primo ristorante NFT al mondo ed è gia sold out prima ancora dell’inaugurazione. Si tratterà di un locale collocato a Manhattan, che ospiterà il primo ristorante NFT al mondo entro il 2023. Una nuova idea di ristorazione che sfrutterà i non-fungible token, si potrà accedere al servizio attraverso un’iscrizione acquistabile sulla blockchain tramite NFT. Una volta comprato il gettone, l’ospite potrà ad una serie di iniziative previsti dalla struttura.
Tutto il mondo sembra dunque prepararsi a questa nuova rivoluzione digitale, non è certo che il mercato degli NFT sarà duraturo ma siamo certi che questa novità aprirà nuove porte.
Un’altra certezza è che in futuro le nostre attività si svolgeranno sempre di più nel mondo digitale parallelo, sarà necessario per tutti creare cose e trovare il modo per scambiarcele.

A cura di Martina Hamdy

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