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Crisi di governo, sale lo spread ma non è l’unica difficoltà da affrontare a breve termine

Spread, debito pubblico, aumento dell'IVA, onere della manovra. Queste le sfide messe sul piatto dalla crisi di governo

La crisi di governo ha riflessi sia sui mercati finanziari che sulle prospettive economiche, riassumibili principalmente in tre punti, il primo riguarda l’aumento dello spread, oggi infatti si è aperta la giornata con il differenziale tra Btp e Bund tedesco in rialzo sopra i 230 punti base (rispetto ai 210 della chiusura di giovedì) per poi attestarsi nel primo pomeriggio sui 237 punti base, con il rendimento del decennale italiano poco sotto all’1,8 per cento; questo dato è da considerare nell’ottica di un Paese, l’Italia, che deve rifinanziare un debito pubblico pari a circa 150 miliardi, più sale lo spread più aumenta il debito. In secondo luogo, con questa crisi di governo nella prima decade di Agosto, sarà difficile evitare l’aumento dell’IVA, previsto dal 1° Gennaio. In vista della difficile stesura di un DEF in cui devono essere messi a banco 40 miliardi per fine anno, la prospettiva di rinvio dell’aumento dell’IVA si fa sbiadita, restano sempre da finanziare Quota100 e Reddito di cittadinanza oltre alle spese indifferibili. Molti suppongono che sia stata una scelta calcolata di Matteo Salvini, l’idea di far saltare il banco per non prendersi la responsabilità di presentarsi a mani vuote davanti ai propri elettori, ovvero senza flat tax e con quota 100 barcollante. L’incognita che resta è chi si assumerà l’onere di una manovra di bilancio che non sarà sicuramente leggera? Il vero rischio è che si presenti come unica via percorribile, alternativa alla manovra, quella di redigere un bilancio tecnico per contingentare le spese in dodicesimi su base annua, cosa mai successa nella storia della Repubblica italiana.

 

 

Redatto da Elisabetta Ruffolo.

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