Economia

Bollette: Anbi, serve precauzione su ripresa estrazione gas

ROMA, 18 FEB – Sulle trivellazioni in Alto Adriatico, l’Anbi si appella “a un elementare principio di precauzione verso popolazioni, che hanno visto il territorio abbassarsi anche di 4 metri sia nel rodigino che nel ferrarese, a causa della subsidenza indotta delle estrazioni di acque metanifere” spiega in una nota Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto al sopralluogo lagunare della Commissione Agricoltura del Senato, che ha visionato “i gravi danni indotti dalle estrazioni metanifere nel Delta del Po”. “Allo stato attuale, le richieste di concessioni metanifere si basano su calcoli matematici, facilmente malleabili, perchè non esistono univoche esperienze sperimentali” osserva Giancarlo Mantovani, direttore dei Consorzi di bonifica polesani secondo cui “è necessaria una commissione indipendente di esperti, che esprima un parere tecnico sui rischi per il territorio in una cornice costi-benefici”. E in caso “di ulteriori eventuali danni” si chiede Mantovani “chi li pagherà?”. I territori delle province di Rovigo, Ferrara e del comune di Ravenna, spiega l’Anbi nella nota, “sono stati interessati dallo sfruttamento di giacimenti metaniferi dal 1938 al 1964; l’emungimento innescò un’accelerazione, nell’abbassamento del suolo, decine di volte superiore ai livelli normali con punte massime di oltre 3 metri dal 1950 al 1980”. Da recenti rilievi effettuati dall’Università di Padova hanno evidenziato un ulteriore abbassamento e “l’affondamento del Polesine e del Delta Padano ha causato un grave dissesto idraulico e idrogeologico, nonchè ripercussioni sull’economia e la vita sociale dell’area” afferma l’Anbi. Il sistema di bonifica, ricorda l’associazione, “è attualmente costituito da un numero importante di impianti idrovori: 201 nel rodigino, 170 nel ferrarese e 144 nel ravennate. I due enti di bonifica della provincia d Rovigo spendono quasi 7 milioni di euro all’anno per asportare circa 1 miliardo di metri cubi d’acqua, garantendo vivibilità a un territorio altrimenti acquitrinoso. Di tale volume idrico , però, solo 400.000 metri cubi dipendono dalla pioggia; il restante sono infiltrazioni in aree ‘scese’ abbondantemente sotto il livello del mare”. (ANSA).
(ANSA)

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