Economia

Biodiversità: Wwf, governi non rispettano impegni su tutela

ROMA, 09 MAR – “Mentre i governi non rispettano i loro impegni per la salvaguardia della natura un milione di specie rischiano l’estinzione”. Lo afferma il Wwf spiegando che la bozza di accordo globale sulla biodiversità negoziata dai governi “non è sufficiente” a frenare la perdita di natura entro il 2030 e non rispetta gli impegni ambiziosi presi pubblicamente” al riguardo. L’affermazione viene fatta sulla base di un report del Wwf pubblicato oggi, in vista dell’imminente negoziato delle Nazioni Unite sulla biodiversità, da domenica 13 marzo a Ginevra fino al 29 marzo, e che rappresenta “l’ultima opportunità per i governi” di trattare su un accordo globale prima che arrivi a Kunming, in Cina, “per l’adozione al vertice sulla biodiversità Cop15 entro la fine dell’anno”. Il rapporto, intitolato “Bridging the Gap: Translating political commitments into an ambitious Global Biodiversity Framework” (Colmare il divario: trasporre gli impegni politici in un ambizioso accordo globale sulla biodiversità), contiene un’analisi dei principali impegni internazionali riconducibili ai negoziati sull’accordo globale sulla biodiversità e identifica nove aree in cui la bozza attuale manca di ambizione. Per il Wwf trasformare i settori produttivi chiave che favoriscono la perdita di biodiversità (in particolare l’agricoltura e i sistemi alimentari) è essenziale per affrontare questa crescente emergenza. “L’Italia ha giocato un ruolo cruciale nella preparazione del comunicato del G20 di Roma dello scorso 30 e 31 ottobre – afferma Isabella Pratesi, direttore Conservazione del Wwf Italia – Ora l’impegno dichiarato dai leader italiani deve tradursi nella definizione e approvazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità e in un livello di ambizione dell’accordo globale per la biodiversità idoneo ad affrontare l’entità della crisi di natura che stiamo vivendo. Un impegno internazionale ambizioso tradotto in azioni concrete a livello nazionale e locale dimostrerebbe che le parole dei leader non sono solo dichiarazioni vuote”. (ANSA).
(ANSA)

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