Clima e Ambiente

Siccità: l’Italia tra i 21 punti critici nel mondo per scarsità idrica

La siccità è un problema sempre più grave ed urgente che attanaglia diverse parti del mondo con conseguenze pesanti sotto svariati aspetti. Secondo una ricerca realizzata dall’Università olandese di Utrecht e pubblicata sulla rivista scientifica Environmental Research Letters, tra i 21 hotspot nel mondo in cui la scarsità idrica sta diventando una piaga cronica e crescente c’è anche l’Italia.

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Siccità, mappa globale sulla carenza di acqua: anche l’Italia tra i 21 hotspot in cui la scarsità idrica è sempre più evidente

La ricerca coordinata dall’Università di Utrecht ha realizzato una mappa globale della siccità, individuando appunto 21 zone nel mondo in cui la carenza di acqua è un problema sempre più evidente ed urgente. Lo studio ha analizzato una serie di dati che vanno dal 2010 al 2019, evidenziando appunto 21 punti critici in cui la scarsità idrica si sta progressivamente aggravando. Queste zone sono accomunate dal divario tra la domanda idrica da parte dell’uomo e la disponibilità della risorsa stessa.

Nello studio si legge che “le risorse idriche dolci globali sono vitali per l’umanità e gli ecosistemi della Terra, eppure circa un terzo della popolazione mondiale è colpito dalla scarsità d’acqua per almeno un mese all’anno. In queste aree, l’uso eccessivo delle risorse idriche può portare alla minaccia di esaurimento”. Tra i casi più recenti e noti, quello della Catalogna, nel nord della Spagna, dove le autorità pubbliche hanno preso provvedimenti, in alcuni casi anche drastici.

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Quali sono le cause principali di questa allarmante scarsità idrica? In Italia l’agricoltura incide in maniera importante

La ricerca, attraverso la combinazione di un modello idrologico globale e di una vasta ricerca bibliografica, ha individuato i fattori principali di questa siccità sempre più urgente. Tra questi, i cambiamenti idroclimatici, la crescita demografica, l’uso di acqua per industria, agricoltura e centri urbani, che contribuiscono con diversi livelli di responsabilità alla scarsità idrica, ma anche alla qualità e quantità di acqua.

Secondo quanto stabilito dai ricercatori dell’università olandese, l’Italia fa parte di quelle zone del mondo – tra cui gli altipiani degli Stati Uniti, Cina settentrionale, Grecia, Turchia e la valle del Nilo bianco in Sudan -, con il maggior numero di punti critici (vale a dire otto) nei quali la scarsità della risorsa idrica è strettamente connessa all’utilizzo di acqua per scopo agricolo. L’acqua utilizzata per l’irrigazione dei campi raggiunge infatti il 69% mentre a livello globale la scarsità idrica in questi 21 hotspot individuati è legata principalmente a due fattori, vale a dire i cambiamenti idroclimatici (che impattano per il 49%) e la crescita demografica (31%).

Ecco nel dettaglio cosa succede nelle 21 zone critiche

Per quanto riguarda la Spagna ma anche il bacino australiano del Murray Darling, il fattore principale di questa allarmante siccità è il progressivo calo delle precipitazioni, come dimostra appunto il caso della Catalogna citato in precedenza. Nei bacini fluviali dell’Indo e del Gange in India ad avere maggior peso è l’aumento della popolazione mentre nelle zone costiere di Perù e Iran il nemico principale è l’impoverimento delle acque superficiali e sotterranee. In Thailandia, uno dei maggiori esportatori di riso al mondo, si verifica il cosiddetto commercio virtuale dell’acqua, ossia la quantità di acqua necessaria per questa produzione.

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